Case history di sviluppo e integrazione dei territori

Innamorarsi dei racconti di chi il territorio lo ama e per questo se ne occupa, è inevitabile.

Ad Agrietour, al Salone dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale, si sono confrontate le esperienze di operatori che cercano di valorizzare le ricchezze dei territori in un’ottica che privilegia la sostenibilità e l’integrazione.

E’ per questo che si è parlato di SmartLand. Organizzato dall’Accademia E.A.R.T.H. 2020 il convegno ha voluto puntare l’attenzione sulle ricchezze dei territori e sulle case history virtuose di sviluppo e integrazione dei territori.

Prima di tutto arrivano i cervelli.  E sì perché quando si pensa a come organizzare i territori per il Agrietour Convegno Smart Land -con Fausto Faggiolifuturo tutti pensano alle nuove tecnologie” – ha detto Fausto Faggioli, presidente di Earth Academy – “in realtà i fondamentali sono nella ricchezza data dalle intelligenze. Sono queste le protagoniste dei nuovi successi delle Terre e che replicano, magari facendoli propri, tradizioni, storie e che rivisitano culture, tutte però connesse con i valori intangibili di oggi e del futuro”.

La parola d’ordine è condivisione nell’ottica di dare valore: “il valore intrinseco dei prodotti vale solo il 5% dice Faggioli – il resto del valore aggiunto è “intangibile”. Si tratta però di attributi che fanno la differenza. E che spiegano il clamoroso successo dei prodotti della tradizione delle nostre terre e che stanno facendo straordinariamente bene sui mercati mondiali. Tutti ci riconoscono la bellezza, la genuniità, la coerenza con tradizioni secolari. E questi sono valori che non possono essere copiati”
Per maggiori dettagli sui progetti di Earth Academy http://nuke.earthacademy.eu

Cosa c’è di tutto questo nelle storie di successo che mettono insieme cervello, prodotti, terra per farne una vera e propria “esplosione”? ecco un risultato: si chiama Zolle (www.zolle.it) ed è una delle prime case history di un nuovo modo di produrre e vendere direttamente. Ce lo ha raccontato Cristina Ugolini di Azienda Roma Mercati.Home_castagne

In questa esperienza è il produttore che decide cosa vendere e prepara confezioni con prezzi che premiano qualità, freschezza, tracciabilità e km zero. Settimanalmente il consumatore riceve un pacco con prodotti di circa 20 aziende selezionate da Zolle che guida le proposte e a volte anche la produzione.

La consegna è in bicicletta e gli imballi sono ridotti al minimo.

“I punti di forza sono: entusiasmo del leader, il contatto diretto tra aziende e consumatore e lo scambio di stimoli, il valore del locale, delle tradizioni, dell’ ambiente, del cibo sano, della tracciabilità del prodotto, le etichette chiare e comprensibili”. I consumatori acquistano dal sito, dove c’è un blog, mentre Km zero e filiera corta sono concetti basilari e che sono rispettati.

Zolle nasce a Roma per iniziativa di Simona Limentani e Ghila Debenedetti. È l’aprile 2008 e ci sono voluti più di dieci mesi di lavoro preparatorio per conoscere le aziende agricole del Lazio con le quali collaborare e per organizzare la logistica.

L’idea che ispira Zolle viene da lontano: nel 2002 Simona da Roma va a lavorare in Piemonte in una cooperativa agricola che ha come finalità la valorizzazione dell’agricoltura locale, qui nella primavera del 2003 conosce un gruppo di agricoltori giapponesi che dalla fine degli anni ’80 riforniscono direttamente numerose famiglie della città di Tokio. Interessante è che sono gli agricoltori a decidere cosa è meglio consegnare in base alla stagionalità e alle produzioni del territorio, garantendo freschezza e salubrità.

È una formula basata sulla fiducia: fiducia delle famiglie nel buon senso e nella sapienza degli agricoltori e fiducia degli agricoltori verso le famiglie, perché è la costanza di acquisto che garantisce un mercato per piccole produzioni di qualità. Simona decide di sperimentarla in Piemonte.

Nel 2007 Simona torna a Roma e coinvolge Ghila, che ha esperienza di amministrazione e controllo aziendale, nel creare una struttura che adotti la stessa formula già sperimentata in Piemonte.
Oggi, organizzazioni di questo tipo sono ormai molto diffuse in Giappone, negli Usa, in Canada e in Nord Europa. In Italia le prime esperienze in questo senso risalgono al Cornale in Piemonte e a Biokistl in Trentino.

Incrociare le antiche origini con i valori della terra

Sempre con attenzione al territorio, ma attingendo alla storia, possono essere reinterpretati percorsi che incrociano le antiche origini con i valori della terra. E’ quanto presentato da Antonio Barone, direttore de la Rotta dei Fenici. (www.rottadeifenici.movimentolento.it) la rotta dei Fenici: tiro-via-colonnata-

“Il segreto è integrare lo sviluppo dal basso per creare Laboratori a cielo aperto capaci di creare modelli di sviluppo territoriale. La Rotta dei Fenici è nata su un territorio piccolo, ma da locale è diventata nazionale ed oggi mette in rete archeologi, esperti di turismo, guide turistiche”: Nelle antiche tratte dei fenici passavano l’olio e le altre merci che transitavano nel Mediterraneo.L’intento è far nascere la rete dei musei del Meditterraneo, che coinvolga i Paesi a Nord e a Sud dello stesso. Oggi il progetto è candidato all’Unesco e potrebbe essere amplificato da “Il Cammino di Annibale”.

Grandi sono i plus: collegare i musei, anche di minori dimensioni, in un comune percorso storico, di promozione e di organizzazione comune, fino ad arrivare ad un biglietto comune.

Angela Galasso dell’Associazione Aicare, agenzia italiana per l’agricoltura responsabile ed etica (www.aicare.it/agenzia) ha preso spunto dalle buone pratiche dalla conferenza “agriculture in an urbanizing society 2015”.
downloadUn esempio di buone pratiche è Barikamà, (http://barikama.altervista.org/) che ha visto la produzione dello yogurt biologico negli spazi di una fattoria che erano stati dismessi. E’ nato un progetto di micro reddito gestito da ragazzi africani che prevede lo sfruttamento delle campagne, l’autogesione del lavoro e l’inserimento sociale.
Angela Galasso è un innovation broker ovvero un facilitatore della conoscenza e della innovazione. Oggi c’è bisogno di innovazione e soprattutto dovremmo conoscere le buone pratiche.

Unire il sociale e l’innovazione

“La nostra esperienza unisce agricoltura, sociale, tecnica – dice -“La proposta potrebbe essere nel franchising sociale con tutoraggio e la creazione di marchio certificato. I casi e le esperienze di successo sono a disposizione di chi vuole fare start up territoriale, mentre la UE finanzia i nuovi percorsi territoriali creativi.

“Non si tratta dimettere solo i cartelli previsti ma anche di creare economia sui territori – ha detto Alberto Faccioli presidente del gal Polesine Adige (www.galadige.it) – è importante il coinvolgimenti dei territori e delle persone, perché occorre fare rete intorno ad un progetto”.

Faccioli ha parlato di come sia strategico coinvolgere le imprese agricole in progetti trasversali: nascono nuove e valide idee. Ma, punto dolente, non sempre la burocrazia aiuta.

Sulle tracce del “buon cammino”

Nasce dalla passione di camminare la via Romea Germanica (www.viaromeagermanica.com) che mette insieme realtà dalla a via romea germanicaGermania fino a Roma. Sul vecchio cammino medievale si sono connessi territori e si è progettato in grande. Ne racconta Flavio Foietta.

La strada si rifà al monaco Alberto e arriva a Roma. E’ gemellata con la Germania passando dal Brennero con un percorso in Valsugana. Il programma de i “Pilgrim across the borders” prende partecipanti da paesi come Norvegia, Danimarca, Germania, Austria e arriva fino a Roma.

Un buon esempio di successo è il cammino di Santiago. Su questa rotta si è sviluppata anche un’economia che permette a molti
paesi altrimenti isolati di vivere. Del resto esempi come la Toscana fanno scuola, e i ritorni dei via_romea_teutonica-02pellegrinaggi si calcolano in 6 milioni, utili per i costi di gestione.

“Mettere insieme i 13 GAL per fare un progetto europeo per valorizzare i territori su cui passano le strade – è il programma di Bruno Biserni presidente del Gal Altra Romagna (www.altraromagna.net) – Per far crescere il territorio è fondamentale la cultura degli operatori”

Biserni utilizza i wifi per rendere il territorio fruibile ai visitatori e per unire e condividere. Anche i piccoli borghi antichi e di origini romane possono usufruire di antenne wifi gratuite. Alle attuali nuove 200 antenne se ne aggiungeranno altrettante per integrare la banda larga. Cittadini e turisti avranno a disposizione un servizio che migliora la fruizione del territorio.

Sono attualmente programmati, uno per comune, totem touch screen con App per smartphone e la possibilità di usufruire di un codice QR per ogni luogo da descrivere. Un App che racconta storia e tradizione e dove sono recensiti ristoranti, chiese, agriturismi, alberghi diffusi. L’obiettivo è di rendere il territorio intelligente e fruibile.

Il territorio accogliente

“Tutto il comune di Miglierina ha deciso di divenire ospitale e, perseguendo tale scopo, è diventato un unicum. Lo è per vocazione logo miglierina comunità ospitaleperché questo centro sorge a 1000 metri e unisce il panorama del golfo di Squillace e di Sant’Eufemia, come dire mare Ionio e Tirreno – ha detto il sindaco di Pietro Hiram Guzzi – Abbiamo condotto un progetto di sviluppo territoriale che sembra essere un sogno. Un sogno di rinnovamento che ha messo insieme politici, esperti, professionisti e Università come la Facoltà di Architettura di di Reggio Calabria”. (www.miglierinacomunitaospitale.it)

miglierinaCon il Bando di recupero dei centri storici si è voluto realizzare un albergo diffuso che comprende un antico frantoio, un museo e la sala convegni. Un percorso vita è situato sulla collina, mentre la socialità, insita nel progetto, si promuove attraverso la prossima realizzazione di una fattoria sociale, orti sociali, tradizione e artigianato. Qui si lavora con l’Università ed una partnership con la centrale cooperativa.

“Gli stabilimenti balneari non vendono più un ombrellone ma un percorso territoriale completo – dice Daniele Ferrieri della Confcommercio Ravenna e del progetto Sempre connessi con Ravenna – tant’è che nel progetto ci sono aziende di tutte le sigle. Non si può frazionale un territorio, ma promuovere un complesso di esperienze”.

Ravenna ha maggior valore se collegata al suo circondario come il delta del Po, Brisighella, il mare ed i Monumenti. Lo stesso vale happy-bio ravennaper gli altri territori. Occorre coinvolgere con una esperienza complessiva e valorizzare le eccellenze in un sistema complesso. Per questo a Ravenna abbiamo realizzato Happy Bio: un abbinamento di turismo, gastronomia, agricoltura, degustazione e conoscenza dei prodotti anche sul litorale. Happy Bio e il progetto, tra l’altro, si autofinanziano con la vendita dei prodotti. (www.happybio.it)

Carlo Hausmann, direttore Azienda Roma Mercati (www.romamercati.com) , ha concluso dicendo che è importante diffondere la conoscenza delle case history realizzate anche se creare il successo di un territorio specifico non significa ripercorrere modelli da copiare. Occorre miscelare tutti i fattori e gli attori in una chiave nuova, di coinvolgimento, condivisione di saperi e tradizioni. Insomma il cantiere è del tutto aperto e l’appuntamento è alla prossima edizione.

COMMENTS

  • Un grande grazie.
    Oggi, in uno SMART LAND lo sviluppo avviene attraverso la costruzione di una rete delle reti diffuse, nella quale i diversi portatori di interesse e le comunità possono svolgere un ruolo attivo, sviluppando progetti, programmi nei quali la mission e il sapere condiviso che le imprese possono utilizzare per aumentare la propria competitività e capacità di creare occupazione a livello locale, oltre alla promozione del territorio quale bene comune da preservare e valorizzare ai fini culturali e turistici, garantendone la fruibilità e ottimizzando i flussi. Uno SMART LAND è anche, un luogo nel quale la cittadinanza si fa attiva e nel quale la partecipazione e la condivisione dal basso di progetti di sviluppo va di pari passo con una nuova modalità di integrazione tra amministratori e risorse locali, portatori di interesse, movimenti o associazioni o cittadini.
    E’ bello condividere queste cose con una testata importante come la vostra. Ancora un grande grazie, Fausto

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