Fabriano, una città da scoprire camminando

Passeggiare a Fabriano e dintorni

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Monastero di San Silvestro - Fabriano (AN)

Fabriano (AN) è un comune dell’entroterra marchigiano di circa 29.000 abitanti, situato in una vallata attraversata dal fiume Giano e circondato da colline e monti dell’Appennino umbro-marchigiano: il Monte Neghiamo, il Monte Strega, il Monte Cattiva, il Monte Cucco e il Monte San Vicino. E ciascuno di essi offre panorami e percorsi degni di visita, ma concentriamoci per ora sulla cittadina di Fabriano.

Per chi ama camminare sia i dintorni che la cittadina di Fabriano offrono diverse alternative piacevoli.
Da molti conosciuta come la città della carta, il centro di Fabriano vanta tante bellezze da scoprire, tutte visitabili a piedi, tra le viuzze del centro che permettono di passare da una piazza all’altra in meno di cinque minuti.


Il toponimo, menzionato per la prima volta nella Carta di San Vittore dell’anno 1040, sembra trarre origine dal gentilizio romano Faberius, proprietario del fondo su cui sorsero i primi castelli medievali. Altre fonti, invece, fanno derivare il nome dal latino “faber in Janus”, fabbro sul fiume Giano, rappresentato nello stemma cittadino nell’atto di battere il martello sull’incudine.
Le prime botteghe artigianali fiorirono nel XII secolo verso la zona della Piazza Bassa o del Mercato, che divenne il centro produttivo e commerciale della Città. L’arte dei Fabbri assunse il ruolo di protagonista, ma dalla seconda metà del XIII secolo sorsero anche l’Arte della Lana, l’Arte dei Conciatori di pelle, l’Arte dei Calzolari, fino ad arrivare alle antiche gualchiere dei Mastri Cartai, piccoli opifici predisposti per la lavorazione della carta bambagina.
Con il tempo, le singole botteghe dei Mastri Cartai furono inglobate in un’unica grande cartiera, che se oggi non è la prima in Italia per quantità di fogli sfornati, è però tra le prime per quanto riguarda la qualità e la sicurezza (quest’ultima grazie alla filigrana). Un altro primato fabrianese spetta poi alla colla. Nacque qui infatti il sistema di collatura impermeabilizzata con gelatina animale, che consentì alla carta di divenire il principale supporto su cui scrivere, al posto della tradizionale pergamena.


Fabriano conserva ancora oggi la sua struttura medievale, raccolta intorno alla Piazza del Comune, di forma triangolare, su cui si affacciano il Palazzo del Comune, affiancato dalla Torre dell’Orologio, e il Palazzo del Podestà –uno dei più alti esempi di stile gotico nelle Marche- tutto in pietra bianca e contraddistinto dalla sua forma a ponte (un tempo vi scorreva sotto un fiume). Incamminatevi verso quest’ultimo e passate sotto l’arco: alzando la testa potrete ammirare ciò che resta di alcuni affreschi risalenti al XIII secolo. Dopo aver attraversato l’arco, troverete sulla sinistra il Museo della Farmacia Mazzolini Giuseppucci, una farmacia originale di fine Ottocento interamente intagliata nel legno. Gli strumenti e le macchine al suo interno, realizzati nel 1896 dal perugino Adolfo Ricci, illustrano i metodi e le tecniche impiegati nei laboratori ottocenteschi di tutto il mondo, come quelle che permisero la scoperta dell’elettricità o dei Raggi X.

Cosa fare a Fabriano?

Tra una passeggiata e l’altra in centro, non può mancare una tappa al Museo della Carta e della Filigrana –il più visitato delle Marche dopo la Galleria Nazionale di Urbino, preziosa raccolta di opere sita nel Palazzo di Federico di Montefeltro. Nel Museo della carta e delle Filigrana non soltanto è possibile ripercorrere la storia della carta e del suo rapporto con Fabriano, con le guide che non mancheranno di parlarvi di strane curiosità come le banconote più rare al mondo o della carta fatta con i carciofi, ma potrete anche passare il pomeriggio con le mani nell’acqua, giocando a fare la carta, e partecipare a corsi di rilegatura e calligrafia. Uscendo e proseguendo per il centro storico si potrà fare una breve sosta per visitare le Cappelle Giottesche del 1300, nella Cattedrale di San Venanzio, particolari perché di difficile accesso: dietro a uno stallo di legno si nasconde l’entrata a una cappella gotica fantasma, che conserva preziosi affreschi di Allegretto Nuzi: uno dedicato alla vita di San Lorenzo e uno dove sono raffigurati la Madonna con Bambino e San Venanzio. Una seconda cappella fantasma si trova poi all’interno della sagrestia della cattedrale, che non sempre però avrete la fortuna di trovare aperta.
Oltre alla ben nota Pinacoteca Civica, vale la pena dare un’occhiata al Museo del Pianoforte storico. Qui troviamo un’esposizione di ben diciotto pianoforti, da fine Settecento ai primi del Novecento, che permettono di realizzare un vero e proprio viaggio nella storia di questo strumento e, parallelamente, dei più illustri compositori, da Bach a Chopin. La peculiarità di questo museo è il fatto che tutte le visite guidate si trasformano in brevi concerti dal vivo con costumi d’epoca.
Infine, non si può lasciare la cittadina senza aver visitato uno dei più bei teatri delle Marche: il Gentile, noto per l’eccellente acustica e considerato una vera e propria bomboniera per la città, con il bellissimo sipario del Serra raffigurante Gentile da Fabriano.

Prodotti tipici: cosa assaggiare a Fabriano
Prima di concludere questo breve tour del fabrianese, è doveroso fare un accenno al prodotto che da secoli rappresenta la tradizione locale. Qualsiasi marchigiano ha sentito parlare almeno una volta del salame di Fabriano, conosciuto persino da Garibaldi, che in una lettera del 1881 ringraziò il suo amico fabrianese Benigno Bignonzetti per aver ricevuto in dono degli ottimi salami. Qualche anno prima, nel 1877, l’intellettuale Oreste Marcoaldi scrisse che “il salame è una specialità fabrianese come di Bologna è la mortadella e di Modena lo zampone”.
Il salame viene realizzato con le parti pregiate di suino marchigiano dell’Alta Vallesina fatto crescere oltre dodici mesi. Saporito, non troppo grasso, fine e morbido al palato e giustamente stagionato, per promuoverne e tutelarne la produzione è stato costituito, su iniziativa dell’Assessorato alle Attività Produttive del Comune, il Consorzio per la Produzione e la Tutela del Salame di Fabriano (qui trovate tutte le informazioni circa la sua produzione e conservazione).
Salame a parte, vale la pena menzionare anche birra di alta qualità, prodotta da piccoli birrifici. Tra questi segnaliamo l’Ibeer, a Collegiglioni, azienda di proprietà di Giovanna Merloni, discendente di una delle più importanti famiglie industriali del territorio, ma anche il birrificio Millecento di Samuele Carnevali che ha riscoperto la produzione della birra in abbazia, inserendo il suo birrificio artigianale all’interno del Monastero di San Silvestro, dove produce birre con le erbe officinali coltivate dai monaci benedettini che lo ospitano e con l’acqua dell’antica fonte che sgorga sotto il Monastero stesso. Assolutamente da provare la birra con lo zafferano, alla cui preziosa coltivazione molte zone delle Marche si sono scoperte essere vocate. Lo stesso Monastero di San Silvestro, che si trova su un’altura che sovrasta la cittadina di Fabriano, è una meta ideale per gli amanti del trekking. Per chi desiderasse una meta meno ambiziosa, il nostro consiglio, dopo ore di visita in piedi, è di fare una breve sosta nel Parco Regina Margherita, un grande polmone verde nel cuore della città, ben attrezzato sia per i bambini che per gli sportivi. Il posto perfetto per godersi un’oretta di relax e approfittarne, perché no, per mangiare un buon panino al salame accompagnato da un bicchiere di birra.

Contenuto ad opera di Agripress

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