Patata di Colfiorito IGP: una specialità umbro-marchigiana

Caratteristiche e impiego della Patata Rossa di Colfiorito

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Patata Rossa di Colfiorito

Tra gli ingredienti più versatili in cucina ci sono le patate: gustose da mangiare, semplici da cucinare e facilmente reperibili in commercio durante tutto l’anno.
Da un punto di vista nutrizionale, le patate sono ricche di vitamine e sali minerali, contengono sostanze antiossidanti e, grazie alla presenza di carboidrati complessi, hanno un elevato potere energizzante. Tuttavia, dato l’elevato indice glicemico, andrebbe evitato di consumarle accanto ad altre fonti di carboidrati come pasta, pane e riso. Spesso, infatti, siamo portati a pensare alle patate come un contorno ma, a ben vedere, con questi tuberi è possibile realizzare un vero e proprio menù, dall’antipasto al dolce.


Tra le centinaia, se non migliaia, varietà di patate esistenti, oggi ci concentreremo sulla Patata rossa di Colfiorito IGP, un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) tipico della zona montana dell’Appennino umbro-marchigiano, tra la provincia di Perugia e Macerata. Si contraddistingue per la forma ovale, molto irregolare, con buccia rossa e sottile e polpa giallo chiara.
La tipicità della patata di Colfiorito è stata riconosciuta anche dall’Unione Europea, che nel 1998 le ha concesso l’Indicazione Geografica Protetta.
Appartenente alla varietà olandese Désiré, la Patata Rossa di Colfiorito è riuscita ad ambientarsi perfettamente nel montuoso Altopiano di Colfiorito perché predilige le zone piovose, i terreni sabbiosi e le temperature basse; ha inoltre un’ottima resistenza ai parassiti e alle malattie. Sono proprio le condizioni del suolo che contribuiscono in modo determinante a definirne l’accrescimento, la conformazione e la qualità, che fanno della Patata Rossa di Colfiorito IGP un prodotto agricolo riconoscibile.

STORIA
Secondo gli storici più accreditati, le prime testimonianze della coltivazione della patata rossa nella zona degli altipiani di Colfiorito risalgono alla seconda metà del XVIII secolo. La zona era una tappa obbligatoria per gli eserciti che dovevano raggiungere le Marche e probabilmente la patata venne portata proprio dalle truppe imperiali durante il loro passaggio nello Stato Pontificio e dalla successiva occupazione francese nel periodo napoleonico. Gli eserciti, infatti, facevano largo consumo della patata a livello alimentare.
Oggi la patata rossa è il simbolo dell’economia di Colfiorito, al punto che ogni anno, dal 1978, viene allestita una sagra in cui è assoluta protagonista. La sagra vanta una stretta collaborazione con l’Ente Parco di Colfiorito (parco regionale nato intorno ad una palude di importanza internazionale sia dal punto di vista botanico che zoologico) che, illustrando temi legati alle ricchezze naturalistiche, ha fatto riscoprire il fascino di queste terre.

METODO DI PRODUZIONE
Per avvalersi dell’IGP, la patata rossa deve essere coltivata esclusivamente nei terreni situati nella zona di produzione prevista dal relativo disciplinare, ad una altitudine uguale o maggiore ai 470 m s.l.m. I tuberi devono avere dimensioni di minimo 28 mm e possono essere impiantati interi oppure dopo esser stati tagliati in pezzi in senso longitudinale almeno due giorni prima della semina. Questa, variabili meteorologiche permettendo, avviene tra i primi di marzo e la fine di giugno; può essere effettuata a mano oppure attraverso macchine semina-tuberi che depongono i tuberi a una distanza prefissata tra una fila e l’altra di 70-90 cm.
La raccolta, effettuata con un mezzo meccanico, si realizza dai primi di agosto alla fine di novembre, per una produzione totale ammessa fino a un massimo di 40 tonnellate per ettaro. La conservazione delle patate avviene in sacconi di nylon aerati o cassoni riposti in magazzini che devono permettere l’essiccazione de tuberi in superficie, favorirne la cicatrizzazione dalle ferite ricevute durante la raccolta e impedire la conservazione dell’acqua sulla loro superficie. Non è consentito l’uso di prodotti antigermoglianti. Per mantenere intatte le caratteristiche, la Patata Rossa di Colfiorito IGP deve essere conservata al riparo dalla luce e a bassa temperatura.

GASTRONOMIA
È utilizzata in Umbria in un gran numero di ricette: l’esempio più tipico sono gli gnocchi, conditi con il luccio del Trasimeno o con sugo di castrato; ma è ottima anche nella preparazione di pane, focaccia, purè; oppure gustata lessa, arrosto, fritta o alla brace. Una preparazione molto apprezzata sono le ciambelle dolci di patate rosse. Le idee per sbizzarrirsi, insomma, non mancano.

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