Un anno di tendenze nei consumi food degli italiani: 2022

Italianità, anzi regionalità, etichetta, tracciabilità, sostenibilità. digitalizzazione, crescita, autoapprovvigionamento...: il report "Un anno di tendenze 2022- GS1" rileva i trend del settore agroalimentare in Italia

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Etichetta e tracciabilità: oggi il focus dei consumatori si sposta su questi due strumenti, a discapito della fiducia nel brand.

Ma cosa sono l’etichetta e la tracciabilità? Fattori distinti, che la maggior parte degli italiani tende a confondere. La prima, infatti, ha a che fare con le caratteristiche proprie del prodotto, mentre la seconda riguarda le fasi della produzione.

Una roccaforte risulta essere comunque sempre l’Italianità, che ricopre un ruolo decisivo nella scelta del prodotto da parte del consumatore.

E se vi state chiedendo come i prodotti comunichino la loro italianità, siete nel posto giusto. Sostanzialmente si sono evidenziati 8 indicatori principali: primo la presenza, sul packaging, della bandiera italiana, secondo la presenza del claim relativo all’origine italiana del prodotto (100% Italia), oppure, di seguito, di una delle indicazioni geografiche europee (Dop, Doc, Igp, Docg, Igt). 

Nel 2020 si è visto crescere l’interesse nei confronti di tutti e 8 gli indicatori, con particolare attenzione alla certificazione Dop (Denominazione di origine protetta), che aumenta le vendite di 3,1 punti percentuali rispetto al 2019 (+11,2% contro +7,1%). Subito dopo le Dop riscontriamo il successo delle Igp (Indicazione geografica protetta) con un aumento del 10,8% rispetto al 2019 (+11,1% contro 0,3%).

Molta attenzione da parte dei consumatori anche per la regionalità, concetto su cui non può non ricadere il discorso quando si parla di italianità. Sono, infatti, aumentate le vendite dei prodotti a caratterizzazione regionale: nel 2020 il sell – out è cresciuto di  +6,4% rispetto al 2019. Curioso è anche analizzare se all’interno delle singole regioni le preferenze si orientano di più verso prodotti del proprio stesso territorio, oppure sono aperte anche a quelli provenienti da altre zone dello stivale. Si è osservato così che Lombardia, Emilia – Romagna, Campania, Molise e Calabria fanno parte della prima categoria, mentre Sardegna, Trentino – Alto Adige, Friuli – Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Basilicata si riconoscono nella seconda. Se un dato che potrebbe sorprendere è quello che vede Calabria, Sicilia, Campania e Basilicata preferire il paniere “made in Lombardia”, d’altra parte  è vero  anche che il paniere Campano riempie le tavole di gran parte degli italiani, e che  in generale il maggior gradimento è rivolto ai prodotti toscani, lombardi, liguri, laziali, emiliani e romagnoli. 

Queste sono le informazioni che emergono dal report “Un anno di tendenze” pubblicato nel 2022 da GS1 Italy,  associazione che riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. Dal report “Un anno di tendenze 2022” di GS1 Italy emerge anche che, al momento della scelta, insieme alla  grande attenzione per italianità e regionalità, c’è grande attenzione rivolta alle tematiche della sostenibilità e della digitalizzazione. La sostenibilità è un tema che di anno in anno un numero sempre maggiore di italiani mostra di avere a cuore, e per restare al passo ben il 68% delle aziende investono in processi e materiali che guardano alla salvaguardia dell’ambiente. Come per l’italianità, anche per la sostenibilità ci sono degli indicatori che permettono ai consumatori di verificarne l’autenticità. Questa volta si parla di ben 24 claim e  nel 2021 si individuano 36 mila prodotti in commercio che ne presentano almeno uno sull’etichetta (con un aumento  di 3 punti percentuali dal 2020 al 2021).

Il tema del cambiamento climatico non preoccupa solo i consumatori ma anche i produttori, che vedono aumentare i disastri ambientali e difficoltà e costi.

Un’altra questione che si sta sviluppando negli ultimi anni, ma che diviene centrale nel contesto pandemico, è quella della digitalizzazione. Potrebbe risultare difficile da credere, ma l’emergenza sanitaria porta ben il 46,6% delle imprese italiane ad investire sulla digitalizzazione dei processi, un progetto che interessa in particolar modo due campi: quello dell’automazione e quello dell’integrazione dei processi. Ed è probabilmente sotto gli occhi di tutti come non siano solo le aziende ad aumentare l’impiego della tecnologia, ma anche i consumatori stessi. Nel 2021 sono 53 milioni gli italiani che hanno utilizzato lo smartphone per informarsi, mettersi in contatto con il brand e acquistare: il valore delle vendite online nel 2021 ha raggiunto 39,4 miliardi di euro, una cifra impressionante.

Attenzione però, la propagazione della digitalizzazione e dell’e – commerce non segnano un passaggio netto dall’offline all’online, bensì indicano la strada verso una strategia omnicanale. Alle aziende, quindi, oggi è richiesto di essere raggiungibili attraverso una pluralità di canali.

AGRIFOOD TRA EXPORT E SOSTENIBILITÀ
L’industria agroalimentare si conferma, anche in tempo di crisi, un pilastro della nostra economia e il primo settore per valore aggiunto.

Le esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani continuano a mostrare una crescita positiva e la categoria più venduta furi confine è rappresentata dalla bevande, mentre Germania, Francia e Stati Uniti rimangono i paesi di maggiore approdo dell’export made
in Italy. Questo anche se il tasso di autoaprovvigionamento è positivo solo per il settore vino, carne avicola e frutta.

Aspettative positive in relazione all’aumento del Pil, che nel 2023 sfiorerà o supererà il 50% in molti paesi con conseguente aumento dei redditi, che genereranno una maggiore domanda di prodotti alimentari ad alto valore aggiunto.

Questo è solo un piccolo estratto delle tendenze evidenziate nel report “Un anno di tendenze 2022”, di cui è possibile  trovare l’edizione integrale qui. 

Un anno di tendenze 2022- GS1

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