La lavanda in cucina

Originaria del bacino del Mediterraneo la lavanda è utilizzata per profumare saponi e biancheria e per estrarne l’olio essenziale. Già gli antichi Romani usavano questa pianta profumata per i bagni termali e per le sue proprietà antisettiche.
Oggi la lavanda viene sempre più spesso impiegata anche in cucina.

Casola Valsenio nel 1975 con la creazione del Giardino delle Erbe si candida a diventare capitale italiana della lavanda, che viene celebrata ufficialmente durante la festa nell’ultima settimana di Maggio e fino alla quarta domenica di Giugno. Nel Giardino delle Erbe vi sono più di 20 qualità diverse di lavanda e negli anni 50-60 inizia qui la selezione delle varietà di lavanda più adatte al territorio. Sui pendii delle colline in questa zona sono numerosi i campi che in primavera si tingono di intenso e profumato lilla.

Con l’inoltrarsi della primavera e l’arrivo dell’estate si avvicina il tempo della raccolta, che prosegue fino ad agosto. Per i sacchettini odorosi l’ideale è la raccolta nel periodo di inizio fioritura. Per le tisane meglio la seconda parte della fioritura.
Insieme a melissa,tiglio e camonilla, i fiori di lavanda consentono di preparare una tisana rilassante, ma anche da soli fiori e foglie di lavanda, lasciati in infusione in acqua bollente, consentono di preparare un bevanda profumata e decongestinante.

Gli oli essenzali che si ricavano dalla lavanda officinale sono utili per massaggi e profumazioni e per lenire le punture di insetti.

Il periodo giusto per la semina va da aprile a maggio. Questa pianta mediterranea ama gli ambienti molto soleggiati. Per la coltivazione domestica, è bene ricordare che la lavanda cresce bene nel terreno o in vasi grandi, al sole o mezz’ombra, con poca acqua. Alcune cultivar, come la lavanda officinale possono avere anche due fioriture. Una varietà molto amata per il colore intenso della fioritura e le dimensioni che ne facilitano la coltivazione domestica è oggi la lavanda nana.

La lavanda è deliziosa anche in cucina dove ne basta un pizzico per aromatizzare molto gradevolmente il gelato di crema o la panna, ma anche per la preparzione di prodotti da forno, o per il risotto o gli arrosti.
Occorre fare attenzione a non esagerare con le quantità perché è molto profumata e potrebbe facilmente sovrastare ogni altro sapore. Un accorgimento per toglire l’aroma troppo forte potrebbe essere lasciare i fiori in infusione nel latte freddo. Anche le foglie tritate possono essere utilizzate, ed hanno un sapore più delicato e più adatto ai piatti salati.

Il classico risotto al vino bianco si può profumare con la lavanda utilizzando due spighe di lavanda fiorite per aromatizzare il brodo di verdura, facendolo bollire molto a lungo, oppure direttamente con un trito di foglie, rosmarino e scalogno soffritto con poco burro.

Qualche grammo di fiori di lavanda uniti a timo, basilico, finocchio e santoreggia servono per insaporire l’arista. Le foglie di lavanda insieme alle altre erbe mediterranee come rosmarino, salvia, timo, basilico, maggiorana, santoreggia, menta, possono accompagnare insalate e verdure, formaggi freschi e carni.

La lavanda sta bene insieme al rosmarino per aromatizzare biscotti e pane di farina integrale o insieme alle carote per accompagnare carni grasse come lo stiNco. E’ perfetta per glassare la frutta cotta, ad esempio le pesche. E’ sufficiente unire alla frutta tagliata a dadini e cotta con lo zucchero, 1 grammo di amido e qualche fiore di lavanda. Molto gradevole per dare un profumo particolare alla crostata o alla marmellata di albicocche. Con la lavanda infine si può profumare l’olio d’oliva, il burro o lo zucchero.

Per una raccolta di ricette alla lavanda ecco un link dove trovarne numerose, e altre possono essere create con fantasia

credits foto www.nonsprecare.it e www.giardinaggio.net

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