Genga, i prodotti tipici, tra bellezze naturali e monumenti millenari

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Genga è una tranquilla cittadina delle Marche, situato tra i colli esini. Più precisamente si trova all’interno della Gola della Rossa, un parco protetto ancora immerso in una natura integra e rigogliosa. Questo territorio prevede un’estensione di circa 9000 ettari e comprende i comuni di  Serra San Quirico, Arcevia, Cerreto d’Esi, Fabriano e appunto Genga.

Genga è oggi un piccolo paese di 1600 abitanti ma ha una lunga storia alle sue spalle, infatti deve il suo nome all’omonima famiglia di cui fece parte papa Leone XII. Delle origini del suo castello, ( ricordiamo che castello deriva da castrum, borgo fortificato) non si sa molto poiché è molto antico, ma sappiamo che è stato occupato da diverse popolazioni in passato, quali Umbri, Piceni, Galli e infine Romani, rendendola parte del municipio di Sentinum, il cui nome è legato al fiume Sentino, che attraversa Genga e ha permesso la costruzione di un impianto termale, le Terme di San Vittore.

Dal 1200 la storia del castello di Genga è legata a quella dei Conti della Genga, la cui famiglia diede i natali a Papa Leone XII e dell’edificazione di quel periodo rimangono ancora buona parte delle mura difensive.

L’abbazia di San Vittore alle Chiuse. Foto di @e_choes da IG tratta dal blog Destinazione Marche

Abbazia di San Vittore

Tra i monumenti che spiccano di più in questo territorio possiamo trovare l’Abbazia di San Vittore, dichiarata monumento nazionale nel 1902. Probabilmente la prima edificazione si deve ai longobardi e l’attuale impianto nasce come convento dell’ordine dei benedettini intorno agli anni 1000 e registra il suo massimo splendore all’inizio del XIII secolo, quando esercitava la sua giurisdizione su ben 42 chiese. L’edificio è costruito in stile romanico, ma con una pianta particolare infatti presenta una pianta a croce greca iscritta in un perimetro quasi quadrato con 5 absidi lungo il perimetro. All’interno si presenta completamente spoglia, quasi come non sia stata toccata nel corso dei suoi anni.

Grotte di Frasassi

Quando pensiamo a Genga e al suo territorio, non possiamo che associarla subito al suo punto di interesse più famoso e importante: le Grotte di Frasassi. Queste grotte rappresentano una delle principali attrazioni turistiche delle Marche con 12 milioni di visite complessive stimate dal 1974. Sono formate da una serie di ambienti sotterranei, di cui il primo di accesso al pubblico, l’Abisso Ancona, è talmente ampio da poter contenere facilmente il Duomo di Milano. Si tratta di grotte calcaree, che secondo gli studi si sono formate a causa del fiume Sentino che scorreva molto più in alto della gola rispetto ad adesso. Le sue acque penetravano all’interno di grandi faglie entrando in contatto con risalite di acqua sulfurea e dissolvendo la roccia calcarea. Infatti la particolarità di queste grotte è proprio la loro totale composizione di roccia calcarea, che offre quel tipico colore bianco lucido, accompagnata dalla formazione di stalattiti (crescono dall’alto verso il basso) e stalagmiti (crescono dal basso verso l’alto), ovvero delle vere e proprie sculture naturali, particolarmente numerose, ricche ed importanti che grazie all’azione dell’acqua sono in continua trasformazione. 

Foto delle Grotte di Frasassi di Federico Stella tratta dal blog Destinazione Marche

Il Tempio di Valadier

Le grotte di Frasassi non sono le uniche cavità scavate dal fiume. Infatti poco più in là lungo la strada possiamo trovare un’altra grotta di minori dimensioni in cui è stato costruito il cosiddetto Tempio di Valadier o Tempio neoclassico. Si tratta di un edificio a pianta ottagonale con una cupola, la cui costruzione si dice sia stata voluta da papa Leone XII e progettato dall’architetto Giuseppe Valadier, da cui prende il nome. In realtà ricerche più recenti hanno affermato che il vero committente dell’opera fu il cardinale Annibale della Genga e il progetto fu opera degli architetti Tommaso Zappati, Pietro Ghinelli e Carlo Donati. All’interno del tempio è presente una copia della statua in marmo raffigurante la Madonna con il bambino della bottega di Antonio Canova, la cui originale è conservata nel Museo di Genga.

Foto del Tempio di Valedier di Federico Stella dal blog Destinazione Marche

Castello di Pierosara

Nel comune di Genga si trova anche una piccola frazione, di soli 140 abitanti, sorta attorno ad un castello di origini longobarde, il castello di Pierosara, di cui oggi rimangono le due cinta murarie, con le porte e la torre di difesa del secolo XI, e che deve il suo nome ad una tragica leggenda amorosa.

Prodotti tipici della zona di Genga

Dopo aver visitato i vari punti d’interesse della zona è possibile degustare anche alcuni dei prodotti tipici di Genga. Un esempio di questi è il salame di Genga, che si contraddistingue per il suo profumo e per il particolare equilibrio di consistenza e sapore. Si tratta di un salame magro, prodotto con carne scelta di prosciutto e fiocco di spalla con aggiunta di pepe nero in acini. Viene insaccato nel budello di suino e lasciato stagionare lentamente fino a raggiungere l’armonia di profumo e sapore che lo contraddistingue.

Foto del Salame di Genga credits Salumificiodigenga.it

Un primo tipico del borgo è invece la tagliatella fatta rigorosamente a mano e stesa con il “lasagnolo”.

Queste tagliatelle sono un piatto unico quando sono servite con il sugo di asparagi o di funghi del sottobosco, a seconda delle stagioni.

Tra le tipicità che si possono degustare in questa zona anche il ciauscolo, il cinghiale con pappardelle o polenta, la crescia, le erbe strascinate, le pecorelle.

Possiamo quindi concludere che questo antico borgo medievale è eccezionale per visitare bellezze naturali e luoghi ridati al tempo, degustando alcuni dei piatti tipici del comune.

Le foto proposte sono tratte dal blog Destinazione Marche, dove è possibile trovare approfondimenti sui percorsi più affascinanti della regione Marche. La foto in evidenza, che mostra Genga e l’abbazia di San Vittore è di Giuliano Betti

Contenuto ad opera di Agripress

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