Dolci tipici italiani delle feste di Natale e Capodanno

I dolci tipici italiani della tradizione delle feste lungo tutta la penisola sono ricchi e numerosi: dai torroni alle creme è tempo di golosità.

Le feste sono accompagnate da dolci tipici italiani ricchi di frutta secca.  Ma dolce tipico delle festività natalizie è anche il Pandoro, dolce soffice di uova e farina oggi legato alla tradizione veronese eppure  della cui ricetta pare  si trovi traccia fin nell’antica Roma.

Ogni provincia ha un proprio dolce natalizio con origini magari modeste, nato dalla fantasia locale. Tra favola e leggenda spuntano poi anche gli storici, come si legge nell’archivio storico del corriere della sera, a riferire che furono addiritttura i legionari di Augusto a portare il Torrone nell’ antica Roma come leccornia della colonia di Cremona. Il torrone veneto (qui la ricetta) è a base di albume, miele e mandorle e di consistenza durissima, mentre scendendo verso sud si arricchisce di frutta candita e acquista una consistenza morbida.torrone veneto

Ai Gonzaga si fa risalire la Sbrisolona di Mantova, ricca di burro e mandorle. La Torta Paradiso invece pare sia stata resa famosa un secolo fa da un pasticcere di Pavia, mentre a Saronno si vorrebbero legati gli Amaretti.

Di Crema la ricetta della Spongarda, speziata e arricchita di frutta secca legata dal miele che unisce mele, nocciole, cedro candito, uva sultanina e spezie; pare, particolarmente gradito a Matilde, figlia di Bonifacio di Toscana, signore di Crema nell’ XI secolo.

Natalizio e ricco di cioccolata fondente e canditi è anche il morbido Panone di Bologna, che Molinella è codificato come propria De.co con il cioccolato al latte, e che diventava Pan di Natale a Modena e Pampepato a Ferrara, di recente identificato come IGP(Indicazione Geografica protetta).  Da non confondere con il Certosino, sempre Bolognese, in effetti  molto simile ai precedenti.  Nel giugno del 2003 la delegazione di Bologna dell’Accademia italiana della cucina ha depositato presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna la ricetta ufficiale del certosino (o panspeziale), che elaborata a seguito di ricerche storiografiche, è oggi protetta dal marchio  STG (Specialità tradizionale garantita). Prodotto con farina, miele, frutta candita e in particolare cedro, mandorle, cioccolato fondente, uvetta sultanina, pinoli, burro, semi di anice e cannella, differisce dal panone anche per la consistenza meno soffice. tronchetto-farcito-al-ribes-ricetta-725x545

 

Dai panettoni alle creme, che si utizzano anche per farcire i tronchetti decorati

Graditissimo dolce delle Feste era nella mia infanzia la crema di mascarpone – probabile adattamento della crema lodigiana, sposa dei panettoni lombardi – che a casa nostra si preparava senza liquore – con tuorli e chiara prima montati separatamente con lo zucchero  e poi uniti insieme al mascarpone – e si serviva con amaretti imbevuti di caffe e scaglie di cioccolato. Una variante vedeva persino l’aggiunta della panna montata.

La crema di mascarpone e tuorli è anche componente di base del famosissimo Tiramisù con i savoiardi.

Dolci classici che oggi si possono rivisitare accostando creme e ricette, e frutta, o il profumo delle spezie.

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Dolce delle feste anche per la mia famiglia, in Emilia, come in Toscana, la Zuppa Inglese, con la classica ricetta a base di crema pasticcera di due colori e ciambellone in zuppato di archemes.

Tipici delle feste i tronchetti decorati con cioccolata, frutta  e zucchero filato.

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Tra miele, zuccherini,  pasta di mandorle e canditi i dolci tipici italiani ed in particolare della tradizione napoletana, di cui molti fritti come gli Struffoli.  Queste palline di pasta fritta e decorata con miele e zuccherini, secondo una tradizione diffusasi  probabilmente nell’antichità dalla lontana Grecia, si preparano, con nomi diversi e leggere varianti,  dalle Marche, con l’aggiunta di mandorle,  alla Sicilia.

Diffusissimo nella tradizione marchigiana dei dolci tipici delle feste è il Frustingo, chiamato anche fristingo, frostengo, pistingo o bostrengo, dolce povero la cui tradizione si fa risalire agli etruschi e la cui ricetta varia da famiglia a famiglia, a base di fichi secchi e di  frutta secca. Nella preparazione anche il liquore all’anice (mistrà) che si ritrova in tutti i popoli che si affacciano sul mediterraneo, e la sapa o mosto cotto. Cavallucci-marchigiani

Dolci dalla tradizione antica anche  i Cavallucci biscotti ripieni di sapa (o mosto cotto), fichi secchi, canditi, uvetta, cioccolato, noci, mandorle, arancia grattugiata, caffè e mollica di pane.

Di Siena invece la ricetta del Panforte, IGP toscano composto da frutta candita, miele, zucchero e spezie.

Mentre il Bucellato di Lucca è una PAT con uva passa ed anice che si trova nelle pasticcerie, panetterie  ed alimentari del centro cittadino e della periferia e si consuma in ogni periodo dell’anno e in particolare a settembre, durante il palio, il Buccellato di Sicilia è invece un dolce tipico del periodo natalizio. 800px-Buccellato_1

In Sicilia ancora frutta secca e canditi  nel buccellato o cucciddato, dolce siciliano tipico del periodo natalizio, ripieno anche di fichi secchi, uva sultanina, scorze d’arancia, miele e cioccolato oltre che pistacchi siciliani. Regna la ricotta invece nei dolci siciliani, dalla cuccia di santa lucia ai cannoli

Ripieni di frutta secca anche i Papassini sardi, decorati con glassa di zucchero colorata e zuccherini

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Davvero ricca è la tradizione dei dolci tipici italiani delle feste nella penisola, che spesso solo con leggere varianti differisce da zona a zona e a volte da famiglia a famiglia, e a cui oggi si affiancano le superbe e raffinate creazioni dell’arte pasticcera più innovativa, tanto che il periodo tra Natale e Capodanno è un vero tripudio d’abbondanza.

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