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La “Guida agli Extravergini di Oliva” di Slow Food

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Asccoli Piceno capitale dell'olio d'oliva con la presentazione della guida Slow Food

Ascoli Piceno, capitale degli oli extravergine d’oliva con la presentazione ufficiale della Guida Slow Food 2025.

Non solo un esteso mercatino con 50 produttori provenienti da tutt’Italia e ovviamente dalle Marche, nel Chiostro di San Francesco, ma un intero fine settimana all’insegna di degustazioni, cene e pranzi che esaltano l’olio evo nelle osterie d’Ascoli e dintorni. Due giornate che incorniciano la presentazione della Guida sabato 12 aprile alle 9.30 presso il Teatro dei Filarmonici.

Articolo di Véronique Angeletti

Non è un caso se l’11 e il 12 aprile, Slow Food ha scelto le Marche e Ascoli Piceno per festeggiare la 25esima edizione della sua “Guida agli Extravergini di Oliva”. Non tanto perché la nostra regione vanta tre certificazioni, la Dop “Oliva Ascolana del Piceno”, la “Cartoceto” e l’”Igp Marche”, ma perché siamo il cuore intelligente degli oli monovarietali.

Merito dell’agenzia regionale Amap e dell’esperto Barbara Alfei che cura una rassegna (quest’anno alla XXII edizione) che valorizza tutto il patrimonio olivicolo italiano. «Rassegna – spiega lo jesino Francesco Cherubini membro dell’Accademia nazionale dell’olivo e dell’olio -che aggiunge alla descrizione delle caratteristiche organolettiche delle varietà, una classifica dei monovarietali in funzione dei loro profili sensoriali».

Una festa a cui partecipano numerosi ristoranti che, da tempo, hanno rilevato la sfida di iniziare i loro commensali ai sapori dell’olio. Ad esempio è con il monovarietale di Ascolana Tenera che lo chef Federico Palestini serve il Brodetto di San Benedetto del Tronto della Caserma Guelfa. Piatto sacro nel ristorante di famiglia che ha sede in una vecchia dogana pontificia del 1500 legata a Papa Sisto e ai tempi della disfida tra Guelfi e Ghibellini. “Lu vredètte” si riconosce per la sua componente acidula fatta di pomodori verdi e peperoni. Mentre riserva il tocco piccante del Coroncina al pesce bollito (che chiede arte e tecnica) e serve sempre con vari evo bocconcini caldi di un pane lievitato 48 ore.

Nella seicentesca Villa Cicchi, agriturismo di charme perno di un’azienda agricola bio grande 40 ettari con vigneti, uliveti, frutteti ed un orto ad Abbazia di Rosara ad Ascoli Piceno, Maria Elena Cicchi propone il blend degli oliveti di proprietà ed esalta una profumata cucina orgogliosamente di territorio. Ravioli di gallina incaciati, fritto misto che si arricchisce di verdure dell’orto in pastella e di foglie di salvia, uno spezzatino (in carta questo fine settimana) di agnello e pollo con l’oliva tenera emblema del comprensorio.

Mentre a Centimetro Zero, fabbrica di civiltà dove 25 ragazzi con disabilità intellettiva si occupano delle cucine, della cioccolateria e di un oliveto grande 4500 piante, l’olio è di Leccino. Qui, tutto è notevole: l’orto a “cm zero” visitabile, il recupero creativo nell’arredamento e gli oggetti realizzati dai ragazzi che si alternano tra ristorante e laboratori diurni di falegnameria e restauro. Si può comprare pure la sedia. Il progetto finanziato dalla Fondazione Carisap è di Emidio Mandozzi e Roberta d’Emidio.

Al dunque, quest’anno, ad Ascoli, le Marche si presentano con oli splendidi. Per gli Esperti Slow Food, hanno «un livello qualitativo e una generale ricchezza di polifenoli ben superiori alle ultime stagioni e una produzione sostenibile in costante crescita». Nella guida, tra le 26 chiocciole assegnate alle aziende olivicole che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali nella filosofia Slow Food, cinque sono attribuite nelle Marche. Ossia ad Agrobiologica Foglini Amurri (Petritoli), Aleandri (Offida), Barbara Pacioni (Montegranaro), Fiorano (Cossignano) e I Tre Filari (Recanati); otto gli oli evo marchigiani sui 77 premiati Grande Olio Slow, oli capaci di emozionare in relazione a cultivar autoctone e territorio di appartenenza.

DEGUSTAZIONI E LABORATORI

Sabato 12 aprile, tre Laboratori del Gusto presso il Palazzo dei Capitani con degustazioni gratuite guidate. Alle 14 sui “Nuovi protagonisti dell’extravergine nelle Marche”; alle 15.30 sui “Monovarietali a difesa della biodiversità”; alle 17 sui “Custodi di Olivi e Cultivar Identitarie”.

LA RICETTA

Centimetro Zero, locanda del Terzo Settore, è felicità gastronomica in dieci millimetri a Pagliare del Tronto. L’affiatata brigata è capitanata dallo chef Paolo Fusco e si occupa dell’orto, dell’oliveto, del ristorante e anche della cioccolateria. Nel festival dedicato all’olio evo di questo fine settimana, annunciano la bella stagione con dei ravioli verdi alla crema di pistacchio. Preparare la pasta con 300 gr di farina di semola e 3 uova medie, unire un po’ di spinaci ben strizzati e frullati. Farla riposare 30 minuti coperta con pellicola alimentare. Unire 500 gr di ricotta di pecora ben soda, 2 uova, 40 gr di Parmigiano Reggiano, 70 gr di granella di pistacchio. Stendere la pasta, formare dei mucchietti di composto di ricotta distanziati e realizzare dei ravioloni. Cuocere in acqua salata. Servire con un pesto di pistacchi frullando olio evo di Leccino con dei pistacchi. Decorare con zeste di limone.

LA GUIDA

La Guida agli Extravergini 2025 di Slow Food da 25 anni è il punto di riferimento per orientarsi nel ricco e complesso mondo dell’olio extravergine italiano. Con 823 aziende recensite, 1321 oli selezionati su oltre 1600 assaggiati, 127 novità, 233 riconoscimenti di qualità e 47 Chiocciole assegnate, la guida racconta il meglio della produzione olivicola nazionale, invitando a scoprire di persona territori, storie e sapori attraverso 120 ristoranti e 191 strutture ricettive segnalate.

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