Nel Chianti convegno sull’agricoltura che verrà

Il Chianti ospita un convegno sull’agricoltura che verrà

Il 25 gennaio 2016 a Rufina, in provincia di Firenze, appuntamento con “L’agricoltura che verrà”. L’evento è previsto per le ore 18.30, nella Villa di Poggio Reale, in viale Duca della Vittoria 7, presso il Consorzio Chianti Rufina, con un dibattito che vuole offrire uno sguardo sulle prospettive future dell’agricoltura per cercare di individuare quali trasformazioni ci saranno nei prossimi anni.

Al dibattito interverranno Marco Remaschi, assessore all’Agricoltura Regione Toscana, Mauro Rosati, direttore generale Fondazione Qualivita, Federico Giuntini, presidente del Consorzio Chianti Rufina, Luca Sani, presidente della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati e Elisa Simoni, deputata.

 

PoppianoIntanto giunge notizia che l’azienda Conte Ferdinando Guicciardini cresce e diversifica nella Denominazione Chianti classico acquisendo  la Fattoria di Belvedere a Campoli, fra Mercatale e Montefiridolfi nel territorio del Chianti classico, a 400 metri di altezza, con 8 ettari e mezzo di vigneti che saliranno progressivamente a 14 ettari.

Una parte delle uve verrà posta in invecchiamento con l’obiettivo di produrre Chianti classico Riserva e Gran selezione.

La famiglia Guicciardini controlla già il Castello di Poppiano, nel territorio del Chianti colli fiorentini, e i Massi di Mandorlaia, nell’area del Morellino di Scansano.(fonte blog.ilsole24ore.com)

Il Chianti DOP

Il primo consorzio per la tutela del Chianti risale al 1924 e al 1967 la prima DOC. La zona di produzione del Chianti DOP, registrato il 18 / 09 / 1973, copre circa 15.000 ettari e comprende il territorio di numerosi comuni appartenenti alle province di Arezzo, Firenze, Prato, Pisa, Pistoia e Siena, nella regione Toscana. La produzione di Chianti DOP è di 719.045 ettolitri e sviluppa un fatturato 110.292.722 di milioni di euro, con 1373 vinificatori e 574 imbottigliatori (fonte Qualivita)

zona produzione chiantiL’uvaggio deve essere Sangiovese 70-100%, da solo o con aggiunta di uve provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito dell’area interessata; i vitigni a bacca bianca non potranno, singolarmente o congiuntamente, superare il limite massimo del 10%; i vitigni Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, non potranno, singolarmente o congiuntamente, superare il limite massimo del 15%. Nel Chianti Classico non devono essere presenti uve a bacca bianca.

Può presentare le menzioni Superiore e Riserva, quest’ultima, se sottoposto a invecchiamento di almeno due anni a decorrere dal primo gennaio successivo all’annata di produzione delle uve. Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata, tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio delle province in cui si trovano i vigneti da cui proviene l’uva purché compresi nell’ambito della regione Toscana.  Esistono oggi numerosi consorzi ed organismi di tutela (tra i quali:  www.chianticlassico.it; www.chiantisuperiore.it; consorziovinochianti.it; www.chianti rufina.it e altri)

Specificazioni geografiche o sottosezione

FS_Chianti-DOPIl Chianti DOP può essere accompagnato da sette sottodenominazioni geografiche: Chianti DOP Colli Aretini prodotto in provincia di Arezzo; Chianti DOP Colli Fiorentini, Chianti DOP Montespertoli e Chianti DOP Rufina prodotti in provincia di Firenze; Chianti DOP Colli Senesi prodotto in provincia di Siena; Chianti DOP Colline Pisane prodotto in provincia di Pisa e Chianti DOP Montalbano prodotto nelle province di Pistoia e Firenze
La sottodenominazione Chianti DOP Colli Senesi soltanto fino alla vendemmia 2015, può comprendere i vitigni Trebbiano toscano e Malvasia del Chianti, da soli o congiuntamente fino al massimo del 10%. L’uso delle menzioni geografiche in aggiunta alla denominazione Chianti DOP è consentito in via esclusiva al vino prodotto nelle relative sottozone a condizione che il vino sia ottenuto da uve raccolte e vinificate nell’interno dei rispettivi territori di produzione, salvo eventuali deroghe. I vini Chianti DOP Rùfina e Chianti DOP Colli Fiorentini possono presentare la menzione Riserva se sottoposti ai due anni di invecchiamento minimo previsti di cui almeno sei mesi devono essere effettuati in botti di legno; per il vino Chianti DOP Colli Senesi il periodo in legno dovrà essere di almeno otto mesi, ai quali vanno aggiunti almeno quattro mesi di affinamento in bottiglia. Il periodo di invecchiamento per il diritto alla menzione Riserva viene calcolato a decorrere dal primo gennaio successivo all’annata di produzione delle uve.

fonte: Qualivita e il sole24oreblogspot

Leave a Comment

*