Elenco prodotti tipici italiani: DOP – IGP – STG – PAT – DECO

L’elenco dei prodotti tipici italiani comprende numerose specialità, generalmente legate ai territori di produzione e alle caratteristiche di coltivazione o produzione, alle tradizioni e alle biodiversità proprie dei territori stessi.

Nel comparto food sono ufficialmente riconosciuti gli elenchi delle DOP, IGT, SGT, PAT e DECO

Elenco prodotti tipici italiani: DOP, IGT e STG

L’elenco delle DOP, IGT e STG, aggiornato con il riconoscimento delle denominazioni, viene pubblicato sul sito del MIPAAF. Si tratta di una lista in divenire perchè vi si aggiungono via via i prodotti che dopo essere stati presentati alla Comunità Europea, ottengono il riconoscimento ufficiale e l’iscrizione in elenco.

Nell’ Elenco prodotti italiani DOP,_IGP_e_STG_Registrati_aggiornato_al_15_ottobre_2018 vi sono indicate tutte le specialità IG che risultano iscritte nel registro delle denominazioni di origine protette o DOP, delle indicazioni geografiche protette o IGT e delle specialità tradizionali garantite o STG (Regolamento UE n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012), nell’aggiornamento del 15 ottobre 2018. Da allora si è aggiunta all’elenco la Lucanica di Picerno, una tipica salsiccia della provincia di Potenza, in Basilicata, che ha ottenuto il riconoscimento IGP.

Nel 2018 finora sono state quindi 4 le denominazioni registrate: la Lucanica di Picerno IGP, che è stata registrata il 29 ottobre; la Pitina IGP,  registrata il 2 luglio; il Marrone o Castagna di Serino IGP ,  registrata il 14 settembre ed il siciliano Cioccolato di Modica, registrato ufficialmente il 15 Ottobre. Sono attesi altri riconoscimenti, quali ad esempio il Limone dell’Etna, il limone verdello coltivato alle pendici dell’Etna,  ed è nata alla fine di luglio l’associazione per promuovere il riconoscimento dell’Arrosticino D’Abruzzo.

L’Unione Europea vede l’Italia al primo posto per numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti. L’Italia conta oggi circa 300 prodotti IG del comparto food – esattamente 299 fra DOP , IGP  e STG – e un totale di oltre 821 denominazioni se si considera l’intero comparto Food&Wine (sono 523 i vini DOCG, DOC E IGT)

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Elenco prodotti tipici italiani: logo DOP – su fondo rosso- e logo IGP- su fondo blu

In ambito food l’acronimo D.O.P., viene attribuito agli alimenti le cui particolari e distintive caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti

Il termine indicazione geografica protetta I.G.P., indica invece un marchio di origine attribuito ai prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e almeno una fase della produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica particolare.
Essendo marchi collettivi, ogni azienda presente all’interno del territorio e che rispetta il disciplinare può richiederli.

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Logo della Pizza Napoletana STG

Riguardo alle STG sono attualmente registrate due specialità tradizionali garantite: la mozzarella registrata nel 1998 (vedi il disciplinare) e la Pizza napoletana – al pomodoro o con l’aggiunta di mozzarella di bufala campana Doc o mozzarella Stg- e cotta nel forno a legna secondo il disciplinare pubblicato in gazzetta europea nel 2010. Per le STG non è l’area geografica ad essere protetta, ma la lavorazione tradizionale e l’utilizzo di materie prime particolari.

I Consorzi di tutela nascono come associazioni volontarie ai sensi dell’articolo 2602 del Codice Civile. Sono promossi dagli operatori economici coinvolti nelle singole filiere con la precisa funzione di tutelare le produzioni agroalimentari certificate. L’art. 14 della Legge 21 dicembre 1999 n. 526 stabilisce che ai Consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole siano attribuite funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale delle Indicazioni Geografiche. C Le funzioni di tutela e valorizzazione dei consorzi sono riconosciute anche a livello comunitario con l’approvazione del Reg. UE 1151/2012 (comparto food) e del Reg. UE 479/2008 (comparto wine)

viniCon riferimento ai vini si riconoscono attualmente 523 vini DOCG, DOC, IGT

Elenco prodotti tipici italiani: PAT

Il requisito per essere riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) è quello di essere « ottenuti con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni »

Tali prodotti, individuati su basi regionali, sono riconosciuti dal Mipaaf e iscritti in una lista ufficiale pubblicata sulla Gazzetta Italiana e suddivisa per regioni e per categorie ( le categorie sono: prodotti lattiero-caseari, prodotti a base di carne, prodotti ortofrutticoli e cereali, prodotti da forno e dolciari, bevande alcoliche, distillati)

A questo link una descrizione delle PAT

Tra le regione italiane detiene il primato -con 486-  la Campania, segue al secondo posto – con 460 prodotti –  la Toscana, seguita a sua volta da Lazio con 396, Emilia Romagna 387 e Veneto 378

Nell’elenco non rientrano più i prodotti già riconosciuti a livello europeo a marchio DOP o IGP, poichè una volta insigniti del marchio europeo rientrano in un apposito registro loro dedicato.

Gli elenchi dei prodotti tipici italiani sono in divenire e si arricchiscono continuamente di nuove denominazioni via via che vengono riconosciute le caratteristiche specifiche di coltivazioni e prodotti legati alla grande ricchezza di biodiversità locali e di tradizioni della penisola

Elenco prodotti tipici italiani: DECO

12347821_158608957828921_7660374607831885093_nLe De.Co. sono pensate dai loro promotori – in particolare da Luigi Veronelli che le propose intorno agli anni ’60 – come espressione di un patrimonio collettivo. Dal recepimento di tale proposta scaturì una legge (n.142 dell’8 giugno 1990) che attribuiva ai comuni la facoltà di deliberare in materia d valorizzazione e tutela delle specialità territoriali.

Nascono così le DeCo che nell’intento del loro stesso promotore possono definirsi” un atto politico, che fissa un valore, una carta di identità che il sindaco rilascia dopo aver censito un passato, un presente, e ipotizzato uno sviluppo futuro.”

L’Anci a sua volta redige nel 2002 un regolamento denominato “Regolamento comunale perla valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali. Istituzione della De.Co denominazione comunale di origine”a cui possono fare riferimento le singole amministrazioni comunali

Manca ad oggi un registro con elenco completo delle DE CO italiane. Si apre tuttavia un capitolo affascinante per le potenzialità che ci sono di raccogliere, registrare, tutelare e valorizzare le innumerevoli tipicità, tradizioni locali e specificità presenti sul territorio italiano

Quando parliamo di “elenco dei prodotti tipici italiani” parliamo infatti di un insieme di prodotti la cui catalogazione è tutt’ora in divenire, ma si è avviato un importante percorso di valorizzazione che sta iniziando a dare i suoi frutti. Si diffonde, attraverso il riconoscimento e la comunicazione, la cultura agroalimentare locale, così ricca di tradizioni e varietà e la conoscenza di prodotti, molti dei quali spesso tutt’ora ignoti al grande pubblico a livello nazionale e internazionale.

E’possibile leggere, al link successivo, tutte le infografiche del Rapporto Qualivita Ismea sui prodotti tipici italiani. Tra i dati l’impatto economico del sistema dei prodotti DOP e IGP, food & wine, nelle provincie italiane e i valori alla produzione e al consumo dei prodotti.

Da menzionare anche l’elenco dei Presidi Slow Food. In Italia sono 280 i prodotti riconosciuti come Presidi Slow Food e si trovano a questo link: http://www.fondazioneslowfood.com/it/nazioni-presidi/italia/

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