Piemonte di vino

Nel cuore delle Langhe piemontesi  i paesaggi vitivinicoli sono stati iscritti dall’Unesco nella lista del  patrimonio mondiale dell’umanità e qui si trovano le terre del Barbaresco e la strada del Barolo e dei vini di Langa. E’ una strada ricca di antiche tradizioni.VIGNE-NELLE-LANGHE-crop-986-400-986-400

In Piemonte quasi il 90 % dei territori vitati è iscritto agli albi delle denominazione d’origine offrendo cos’ la materia prima per vini DOC e DOCG.  In Italia ad oggi ci sono 332 DOC di cui 42 sono in Piemonte e 16 DOCG.

Il territorio del Barolo è una terra piena di storia, legata anche a meravigliosi monumenti  quale il Castello di Barolo.  Il Barolo proviene da un unico vitigno che si chiama Nebbiolo,  vitigno autoctono cresciuto e adattatosi nelle Langhe.  Gli ettari sono circa 2000 e le bottiglie prodotte circa 13 milioni, prodotte da circa 500 cantine di imprenditori viticoltori ed artigiani che  col loro lavoro raccolgono questa  importante eredità.220px-Marquise_de_Barol

Qui ha sede il Consorzio di Tutela del Barolo. La Marchesa di origini francesi  Julliet Colbert che diventa poi la marchesa Falletti Di Barolo fa venire un’enologo francese Udart con cui nelle cantine del castello produce dalle uve Nebbiolo questo vino  che prende il nome di Barolo. Anche il Conte Camillo Benso di Cavour , nelle sue vicine tenute, decide di utilizzare l’esperienza dell’enologo Udart per produrre anch’egli nelle sue cantine il Barolo.

Il vitigno Barbera che da origine alla Barbera, è meno antico di altri coltivati in Piemonte, quali il Moscato, il Grignolino e il Nebbiolo, ma la sua espansione è stata costante e oggi rappresenta il più diffuso vitigno a bacca rossa della regione. Le prime notizie certe di uve Barbera risalgono al 1700, e i documenti che riguardano questa coltivazione ne indicano la prima localizzazione nella zona di Montegrosso d’Asti anche se è probabile che la varietà  esistesse già da molto tempo ma non fosse conosciuta con questo nome. Si tratta di un vitigno forte e robusto, meno soggetto di grappolo-barbera-astialtri alle mutevoli condizioni climatiche della zona e agli attacchi dei parassiti e  delle muffe.  Nel corso del tempo  il Barbera ha vissuto momenti di fasti e momenti di dimenticanze, ma ha raggiunto negli ultimi anni una notevole qualità acquisendo finalmente la dignità che merita. E’ un vino eclettico, facilmente abbinabile con ogni tipo di cibo ed esportato in tutto il mondo, dove è apprezzato per la sua freschezza e la sua longevità, oltre che per il suo corpo e la sua struttura. Il Barbera è coltivato su una superficie di circa 17.000 ettari e occupa circa il 30% della superficie vitata piemontese.res_Cartina_DOCprincipali1_Focus_Barbera

Il consorzio di Tutela della Barbera d’asti  e dei Vini del Monferrato produce da solo 40/45 milioni di bottiglie all’anno. Il vino più famoso è la Barbera D’Asti mentre l’ultimo arrivato, con denominazione di origine controllata e garantita è Nizza, che prende il nome da quella splendida cittadina.

A Canelli, nel cuore dell’astigiano, ha sede la patria dell’Asti Spumante, lo spumante dolce più esportato al mondo. I suoi grandi numeri – 75 milioni di bottiglie, di cui l’85% esportato, specialmente in Europa –  sono importanti per tutta l’economia italiana.

L’Asti, prodotto nelle provincie di Alessandria, Asti  e Cuneo, è sicuramente il più famoso spumante dolce italiano. Nacque a metà dell’800 grazie  a Carlo Gancia, che importò le tecniche di spumantizzazione dalla Francia, nella provincia di asti, anche se molti ritengono che i primi esperimenti di  vinificazione del Moscato siano stati intrapresi nel XVI secolo da Giovanbattista Croce, orafo di fiducia dei Duchi di Savoia.

L’Asti DOCG nasce esclusivamente dal vitigno Moscato Bianco, l’unico in grado di dare vita ad uno spumante così delicato ed intenso, fragrante  e persistente.   Le peculiarità di questo vitigno sono esaltate dalle caratteristiche climatiche e morfologiche della zona di produzione  e può essere prodotto solo nei  52 comuni autorizzati.  Qui moscatocirca  4000 famiglie di contadini coltivano circa 10.000 ettari di vigneto, da cui  si ottengono circa 100 milioni di chilogrammi di uva.  Ogni chilo di uva corrisponde circa alla produzione di una bottiglia. Nel mondo si consumano ogni anno due miliardi e mezzo di bottiglie di spumanti tra secchi e dolci,  di cui l’Asti rappresenta la punta di eccellenza degli spumanti  naturalmente dolci. La fragranza dolce è dovuta agli zuccheri naturali dell’uva che non si trasformano nella fermentazione  in alcool e anidride carbonica conservando gli aromi dell’uva appena raccolta.

Non ultimo in Piemonte si trova anche il vitigno Cortese da cui a dispetto del nome deriva un vino minerale e di grande carattere.

 

tratto da “I Signori del vino “ di Marcello Masi e  Rocco Tolfa

 

 

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