Via Emilia Smart Land e Ravenna Smart Working: i prodotti tipici parte integrante di un sistema territoriale

La ricchezza e l’attrattiva di un territorio è legata tra l’altro anche  ai suoi prodotti tipici enogastronomici e al suo patrimonio artistico e culturale oltre che tecnologico ed umano. Oggi più che mai questi valori devono essere messi a sistema attraverso l’intero stesso territorio. “Via Emilia Smart Land” e “Ravenna Smart Working” sono i nuovi progetti  presentati a Ravenna e Forli che fanno di integrazione e sinergia delle specificità, connessione e fruibilità le nuove parole d’ordine.

Ravenna Smart Working

opera di Yuri Ancarani fonte UnDo.Net
opera dell’artistai Yuri Ancarani, Ravenna fonte UnDo.Net

Il progetto “Ravenna Smart Working” è stato presentato con una conferenza stampa il 20 maggio, nell’ottica di attivare una sinergia fra i valori e gli attori presenti sul territorio. Promotori Confcommercio Ravenna insieme ad un gruppo di imprenditori del centro storico e del territorio più allargato, comprendente anche l’entroterra e la costa,

L’intento è quello di favorire anche il rafforzamento di progetti già avviati, quali il progetto “Souvenir Ravenna” che coivolge gli attori del centro storico di Ravenna, e il progetto “Happy Bio”, che vede coinvolti alcuni agriturismi ed aziende dell’entroterra ed alcuni stabilimenti balneari della costa.

Ravenna, smart working” intende inserirsi in una nuova dinamica economica che vuole coinvolgere  il territorio e l’innovazione, lo sviluppo turistico e quello sociale, diventando un punto di riferimento territoriale, supportato da una strategia ben strutturata in termini non soltanto tecnologici ma anche sociali e culturali.

Tra i sostenitori Fausto Faggioli, uno dei promotori anche di “Happy Bio”, e Mauro Mambelli, Presidente di Confcommercio Ravenna. Afferma il Presidente Mambelli: “ Ravenna Smart Working” progetto nasce per aumentare e far evolvere la coesione tra imprese in maniera trasversale e intersettoriale, favorendo al tempo stesso il rafforzamento del ruolo di Ravenna come “città di cultura e conoscenza” mediante le nuove prospettive tecnologiche introdotte dalla smart city. Ulteriore obiettivo è quello di creare e gestire reti di relazioni fra attori pubblici e privati, uniti da una cultura condivisa e da una forte identità locale, attraverso un approccio aperto e collaborativo nella gestione dello sviluppo economico sostenibile”

“E’ importante “fare rete” – prosegue Fausto Faggioli -. E’ un’opportunità per superare la crisi economica attraverso un impegno reciproco nell’ambito di un programma condiviso. La “rete” nasce infatti dall’esigenza di stare al passo con un mercato globalizzato e di competere su qualità ed innovazione, utilizzando le tecnologie e la condivisione di conoscenze e risorse. La “rete” permette di raggiungere obiettivi di sviluppo superiori a quelli che l’impresa riuscirebbe a realizzare da sola, di rafforzare il proprio business o di svilupparne uno nuovo, di superare momenti di crisi, servendosi dell’esperienza condivisa. La “rete” è il frutto di un processo partecipativo nel quale gli imprenditori ritrovano la consapevolezza di essere protagonisti dello sviluppo territoriale”.

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Borgo Basino è l’antico borgo dove hanno sede le Fattorie Faggioli

“Souvenir Ravenna” è il progetto di Confcommercio Ravenna e dei commercianti del centro storico, in collaborazione con le Fattorie Faggioli che dell’accoglienza hanno fatto il loro punto di forza. Fausto Faggioli, uno dei capofila, è uno dei fondatori dell’agriturismo in Emilia Romagna. Nel cuore dell’appennino tosco-romagnolo, ha trasformato un’antico borgo quasi inaccessibile in un punto di ritrovo di turisti e studenti di tutte le età e nazionalità.

A Ravenna, città di fiorenti commerci già dall’epoca bizantina,  i commercianti del centro storico hanno una storia di ospitalità ed accoglienza particolare. Oltre alla sua natura di città d’arte e di cultura è infatti l’accoglienza che caratterizza il centro storico cittadino. L’accoglienza accomuna Ravenna con quei centri storici italiani dove il commercio è da generazioni legato a persone che lo rendono vivo e fatto di un tessuto di relazioni e di ospitalità calorosa.

Alice Branzanti dal 2010 prosegue l’attività di famiglia creando tisane e studiando le piante e i loro effetti terapeutici. Patrizia Passanti appassionata di storia dell’arte e dei mosaici ravennati. Nella sua cartolibreria Salbaroli, li riprende come fonte di ispirazione per prodotti che crea personalmente e che rendono unica l’esperienza d’acquisto nel centro storico della città. La famiglia Leonardi seleziona i migliori prodotti fra cioccolata, dolci, liquori e specialità di ogni genere dal 1957. L’oreficeria Cellarasi è retta da una donna architetto. L’attività della Bottega di Giorgioni è alla quarta generazione: nelle grandi ceste e sugli antichi scaffali della bottega si possono trovare ogni genere di erbe e spezie. Giorgioni prepara miscele di erbe personalizzate che insaporiscono le cucine dei più importanti e famosi ristoranti, tra cui la stessa Ca de Ven di Ravenna. Alla Vineria Nuova Fabrizio  e Luca curano cucina e carta dei vini: con passione e grandissima professionalità accolgono personalmente i clienti, offrendo esperienze che uniscono i prodotti tipici in combinazioni sapienti.

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I mosaici bizantini della Basilica di San Vitale a Ravenna

Tutti si conoscono nel centro storico, quasi fosse un salotto, fatto di persone che da sempre lo vivono e lo amano.   Il centro storico è il biglietto da visita delle nostre città e per vincere le sfide, oggi i nostri negozi devono poter essere uno spazio dove emozionarsi, relazionarsi e fare esperienze. Negozi che non vendono solo merce, ma momenti di socializzazione, capaci di stuzzicare i desideri e di coccolare i sensi, facendo sì che i clienti ritrovino uno spazio vitale in cui essere coivolti e dove interagire con chi può, con professionalità, soddisfare la loro esigenza che non è solo quella dell’acquisto.

Via Emilia Smart Land Forli:

Anche Forli ha elaborato un progetto per rilanciare il centro storico e il territorio. “Via Emilia Smart Land “ intende sviluppare nuove forme di collaborazione, dare consapevolezza sui temi dello sviluppo urbano sostenibile, dell’innovazione sociale e dell’autoimprenditorialità. L’offerta del territorio tocca i centri di Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro e Fratta Terme.  Alla presentazione del progetto è intervenuta Liviana Zanetti, presidente di APT Servizi. La nuova legge regionale 4 del 2016 ha fissato tra le destinazioni la Romagna, che quindi diventa una destinazione a tutti gli effetti, oggetto di promozione a livello regionale e nazionale.

“Il turista che sceglie questa destinazione è curioso e colto, itinerante, vuole conoscere il territorio e capirlo a partire dai prodotti tipici – dice la presidente Zanetti – il sistema turistico si fa in coro ognuno con la sua funzione”. Con la app la via EmiliaFood&Wine si è resa fruible via smartphone una guida che esplora dal punto di vista delle eccellenze enogastronomiche i territori che gravitano attorno alla via Emilia e alle città storiche della costa.  Con il progetto “Terre di Piero” si sono voluti unire i territori della Romagna e della Toscana in cui Piero Della Francesca ha operato, includendo anche la città di Rimini e una parte delle Marche del Nord.  Anche gli investimenti per il turismo e il rilancio del territorio hanno visto degli stanziamenti importanti per i centri dell’appennino che sorgono tra Emilia Romagna e Toscana. Recentemente a Faenza è stato presentato il progetto degli “Antichi Cammini”, in occasione del quale si è promossa la mappa con i percorsi degli antichi cammini che attraversavano l’Emilia Romagna e la congiungono alle regioni limitrofe. Una per tutte l’antica via del sale che dalla costa giungeva alla Toscana, insieme alle piste dove i contrabbandieri scambiavano sale e tabacco.  Ma anche la via Romea Germanica, Il Cammino degli Dei, il Cammino Francescano e altre.

Bruno Biserni, presidente del Gal l’Altra Romagna, sostiene che dare centralità dell’offerta turistica significa integrare le proposte del territorio. In Romagna ci sono eccellenze enogastronomiche, destinazioni specifiche come la Wellness Valley, un grande patrimonio artistico, una storia le cui tappe hanno segnato il territorio facendone nell’insieme una destinazione unica.

Il Gal ha permesso l’accesso alla rete impiantando 200 antenne wifi nei centri storici dell’Appennino. L’accessibilità è la premessa per aprire il territorio alla domanda di turismo. Oggi ci sono 198 agriturismi nella sola provincia di Forli che ha inoltre eccellenze enogastronomiche proprie quali, per menzionarne solo alcune, la Mora Romagnola e il Raviggiolo. Proprio all’accessibilità è volta la App Altra Romagna, che mira a rendere fruibili da smartphone i territori dell’entroterra, alle spalle della via Emilia.

Ci si auspica il proseguimento di quanto avviato e lo sviluppo dell’integrazione dei territori, per migliorae la fruibilità delle proposte e dei valori che essi esprimono.  Questo significherebbe migliorarne le sinergie e la valorizzazione e visibiltà. L’attrattiva dei territori infatti è legata ad un’accoglienza diffusa, integrata e capace di offrire stimoli molteplici a fruitori sempre più esigenti, digitali e alla ricerca di esperienze ed emozioni positive, articolate e complete

In quest’ottica a parere della scrivente occorrerebbe valutare la costituzione di un tavolo permanente che integri quanto già avviato con successo (Via Emilia Smart Land, Ravenna Smart Working, Happy Bio Forli e Ravenna, Sovenir Forli e Souvenir Ravenna, la App della Regione Emilia Romagna e la App del Gal l’Altra Romagna, le Terre di Piero, i Cammini della Romagna) e anche le nuove iniziative e proposte emergenti sul territorio, per una maggiore sinergia.

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