Ttip: partita aperta

Il Ttip (Transatlantic treaty of internationalpartnership) in corso di negoziato tra Washington e Bruxelles, ha  l’obiettivo di creare, tra le due sponde dell’Atlantico, un’area di libero scambio, con zero dazi e scarse barriere non tariffarie. L’agenda prevede 24 capitoli.

imagesUno di questi riguarda la partita su come vedere adeguatamente tutelati i prodotti DOP e IGP nella principale piazza estera dell’Italian Sounding, cioè gli USA, su cui si entrerà a gamba tesa a partire del prossimo round di incontri, a febbraio.

Come già anticipato a giugno, in un articolo sul tema, non ci si aspetta un match amichevole. Perchè gli americani non capiscono le denominazioni di origine, ma tutelano solo i marchi appositamente registrati. Qualunque cosa producano.

Per gli europei – soprattutto italiani, francesi e spagnoli – la territorialità espresa dalla denominazione di origine ha un valore aggiunto che deve essere protetto.  «Sul Ttip? C’è ancora molto da lavorare» aveva detto martedì scorso il commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, rispondendo alle domande dei giornalisti su uno dei capitoli più spinosi – e per questo non ancora seriamente affrontato – della tutela dei prodotti a Denominazione d’Origine Protetta e ad Indicazione Geoprafica Protetta. Una conferma dell’allarme suscitato dalle dichiarazioni del segretario USA all’Agricoltura, Toni Vilsack, nel corso di un’intervista prima di Natale, circa la preoccupazione per parte americana – che un sì alla difesa delle Igp europee potesse danneggiare alcuni prodotti “a stelle e strisce” che vengono commercializzati con lo stesso nome da decenni ormai (contermini considerati generici) e possano essere esclusi dal mercato».

ttipNe sono un esempio , tra gli altri, “Parmesan” e Asiago cheese del Wisconsin. Del resto proprio una ricerca recente, promossa dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, ha rilevato che il 67% dei consumatori negli USA quando mangia il “parmesan” è convinto di trovarsi di fronte a autentico prodotto italiano.  Insomma, l’Italian Sounding è un business assai fiorente. L’Europa non intende cedere sul riconoscimento di tutti i suoi prodotti DOP e IGP registrati, mentre dal canto loro gli Usa sarebbero propensi a riproporre l’approccio appena siglato tra Washington e dieci nazioni di Sudest e Pacifico: ovvero, verificare, caso per caso, quali prodotti hanno diritto o meno a rientrare nel quadro delle IG. Oltre a quelli che riguardano la sicurezza alimentare, sono numerosi i temi che allarmano i detrattori dell’accordo. Una partita tutta aperta dunque, e che probabilmente non si risolverà in tempi brevi.

Fonte: Qualivita e Ilsole24ore

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