Prodotti tipici: aumentare l’export

 Parola d’ordine aumentare l’expo

Prodotti tipici, l’export può aumentare di più: la reputazione va bene ma l’export deve raddoppiare a 70 mld

Cara Italia potresti fare di più! Chi non si è sentito mai dire la stessa cosa quando si andava alla scuola elementare: potenzialità  alte rispetto al profitto.

Nel mondo dei prodotti tipici e delle denominazioni di origine l’Italia esporta 37 miliardi di Euro e lo fa con soli 200 prodotti su un totale di 5.847 totali. E la cosa è ancora più singolare se si pensa che il 90% dell’export è indirizzato in soli tre paesi che sono Francia, Germania e Regno Unito.

Parola d’ordine aumentare l’export

I volumi possono crescere, dice la Cia la Confederazione degli Agricoltori Italiana, perchè i prodotti tipici italiani godono di ottima reputazione tra i consumatori di tutto il mondo. Addirittura oltre il 39% degli intervistati sono disposti a pagare un maggior prezzo a patto che si diano garanzie che il prodotto sia veramente made in Italy.


20160511_140522Proprio sulla conoscenza del prodotto si potrebbero fare passi da gigante: su 523 vini a denominazione d’origine , a livello mondiale se ne conoscono circa una dozzina, questo perchè i consumatori mondiali non li trovano sui mercati. La pattuglia dei prodotti più conosciuti come l’aceto balsamico di Modena, il grana padano ed il parmigiano reggiano, il prosciutto di Parma e San Daniele, il pecorino romano, è sparuta in confronto al totale delle dop. “Per questo non è azzardato dire che il fatturato dei prodotti made in Italy può raddoppiare – sostiene Scanavini, presidente di Cia – fino a superare i 70 miliardi di Euro. Certamente ci dobbiamo chiedere se la nostra politica sia giusta. Finora abbiamo tutelato il concetto del chilometro zero, ma non vorrei che per guardare ad un mercato che vale 1,5 mld di Euro ci dimenticassimo delle potenzialità a livelli internazionale”.

20160511_132335Per non parlar delle contraffazioni che a livello mondiale possono superare il valore di 60 miliardi di Euro, ma come si diceva prima da recenti indagini di mercato risulterebbe che il 74% dei consumatori degli Stati Uniti ed europei sono disposti a spendere di più per il prodotto a patto che questo sia veramente made in Italy e  4 consumatori stranieri su 10 giudicano la qualità del nostro prodotto superiore. Se poi si considera che esistono mercati praticamente vergini, come quello asiatico, allora si potrà comprendere come i tempi migliori per i prodotti made in Italy probabilmente possano ancora venire…

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