Prodotti Tipici alcune notizie: rassegna del 19-06-2016

Prodotti Tipici: il Parmigiano Reggiano protagonista a Fiumicino

Nell’aereoporto di Bergamo, terzo in Italia per numero di passeggeri (10 milioni nel 2015),dopo Fiumicino e Malpensa, è il Parmigiano Reggiano protagonista della nuova area “Italy Loves Food” L’area è stata creata nell’aeroporto per offrire ai viaggiatori uno spazio in cui conoscere, degustare e acquistare alcune delle eccellenze alimentari italiane. Esprime soddisfazione il presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, Alessandro Bezzi, per la possibilità di far conoscere le caratteristiche del prodotto anche a un target dinamico e giovane come quello registrato in transito dall’aereoporto e per la possibilità di portare l’attenzione del turismo enogastronomico verso i territori di produzione. 16-06-2016 Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano

Pecorino Toscano: i lupi minacciano gli allevatori della Maremma e della provincia di Siena

Dopo il press tour promozionale per il Pecorino Toscano DOP e i risultati incoraggianti di Marzo, che hanno registrato un aumento di fatturato (+17, 17 l’export), il consorzio del Pecorino Toscano, con Il presidente Santarelli e il direttore Righini, si schiera al fianco di allevatori e produttori della Maremma e della provincia di Siena che hanno recentemente visto le loro greggi aggredite. Il Corpo forestale ha rilevato nel 2015 ben 476 attacchi di lupi o ibridi, con 1.210 capi morti tra pecore e agnelli nella sola provincia di Grosseto 16-06-2016 Consorzio Del Pecorino Toscano
Tutela agroalimentare: il digitale è la sfida del futuro
Con l’obiettivo di “tutelare i consumatori negli acquisti online e i marchi, con particolare attenzione ai prodotti agroalimentari italiani di qualità certificata” il ministro Maurizio Martina ha sostenuto che “ il digitale è la sfida del futuro”. Questo nel corso di un incontro svoltosi lunedì scorso presso la sede dell’ICQRF tra i vertici nazionali ed internazionali di Alibaba group e il capo dipartimento dell’ICQRF Stefano Vaccari sull’attuale stato di cooperazione tra Alibaba e il Mipaaf. Tema dell’incontror la protezione dell’agroalimentare italiano e le prospettive di sviluppo, tra cui la possibilità di incrementare la protezione ad altre piattaforme di commercio elettronico del gruppo, comprese quelle B2C che solo in Cina contano 423 milioni di clienti registrati. “Crescere sui mercati esteri vuol dire infatti – ha proseguito il ministro – .non solo cogliere le opportunità offerte da queste piattaforme internazionali di commercio, ma anche dare garanzie ai cittadini-consumatori e alle nostre imprese. Proseguiamo dunque il lavoro intrapreso e puntiamo a chiudere nuove intese in vista di settembre quando, come annunciato dal fondatore Jack Ma a Vinitaly 2016, è in programma la prima giornata mondiale del vino di Alibaba.” . fonte Mipaaf

Consorzi di tutela Prodotti Tipici: due giornate a Trento e Bolzano per la formazione promossa dal ministero

MIPAAF-Workshop-formativo-DOP-IGP-IEIl Mpaaf in collaborazione con l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) organizza il 21 e 22 giugno, aTrento e Bolzano, una due giorni formativa sulle strategie di sviluppo del sistema delle Indicazioni Geografiche rivolta ai Consorzi di tutela e alle loro imprese associate. L’iniziativa rientra nell’ambito del programma di interventi promossi dal Ministero a sostegno dei prodotti di qualità certificata. Per l’occasione, i direttori dei Consorzi e i manager delle aziende hanno la possibilità di confrontarsi gratuitamente con professori universitari e specialisti del settore su strategie gestionali, di marketing, organizzazione di filiera e internazionalizzazione e con i rappresentanti dei principali player del web per migliorare la visibilità delle imprese in Italia e all’estero e potenziare lo sviluppo delle vendite su internet” fonte Mipaaf
A Roma e Caserta bloccati prodotti similari al Grana Padano privi di certificazione
Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano, porta l’attenzione su due casi di pirateria agroalimentare scoperti a Roma e a Caserta, dove rispettivamente un supermercato e un ambulante vendevano come “Grana Padano “ e “Grana Riserve Padane” prodotti non certificati. 17-06-2016 Gazzetta di Mantova

Registrato un nuovo prodotto DOP in Regno Unito

Con le Conwy Mussels DOP registrate nel Regno Unito, l’Europa raggiunge quota 1.327 prodotti Food – di cui 602 DOP, 671 IGP e 54 STG – ai quali si aggiungono i 21 prodotti registrati in paesi Extra-UE, per un totale di 1.348 denominazioni.
Il Regno Unito ha in totale 61 denominazioni Food&Wine di cui 26 DOP, 15 IGP e 3 STG oltre a 3 IG Spirits per un totale di 67 denominazioni. Di queste il comparto Food conta 59 denominazioni di cui 23 DOP, 33 IGP e 3 STG.
Il prodotto registrato è il decimo appartenente alla Classe 1.7. Pesci, molluschi, crostacei freschi e prodotti derivati dell’allegato XI. I Conwy Mussels DOP sono mitili comuni o Mytilus edulis, selvatici e non d’allevamento, che crescono naturalmente negli impianti dei mitili nell’estuario di Conwy nel Galles del Nord. I Conwy Mussels DOP sono grossi, carnosi e polposi, con un elevato contenuto di carne rispetto al guscio. Devono rispettare le norme UE per la purificazione e la conservazione. Regno Unito Reg. Ue 2016/961 del 26.05.2016 – GUUE L 160 del 17/06/2016

Vino Orcia: feste e brindisi all’estate

FS_Orcia-DOPNonostante il tempo incerto sono numerose le iniziative enogastronomiche del fine settimana destinate alla promozione dei prodotti tipici.
Le cantine del vino Orcia organizzano trekking con degustazione, con partenza da sette cantine, ognuna delle quali abbina ad un calice di Orcia doc una specialità tipica. Tre diverse interpretazioni di Sangiovese accompagnate dalla panzanella per la cantina di Capitoni Marco a Pienza. Panzanella con origano di campo accostata a un “Riparosa” Orcia Rosato Doc per Valdorcia Terre Senesi di Castiglione d’Orcia. Zuppa di pane a base di pomodoro e uovo, detta anche “Picchio Pacchio” da degustare insieme ad un calice di Orcia doc la “Ciancifricola” alla Fattoria del Colle (Trequanda). Al Poggio, a San Casciano dei Bagni, accanto ai vini Orcia doc, una zuppa di legumi e cereali con pancetta croccante di Cinta Senese. A San Giovanni d’Asso, alla cantina La Canonica, zuppa di farro abbinata ad un calice di Dongiovanni 2011, Orcia Sangiovese.A base di farro anche la Zuppa Etrusca con erbe spontanee di campo e olio Dop Terre di Siena proposta dalla cantina Olivi – Le Buche (Sarteano). A SassodiSole (Torrenieri) Orcia Rosso 2014 da degustare con la zuppa di pane, piatto tradizionale della cucina povera toscana per eccellenza. Per raccontare attraverso le immagini l’inizio dell’estate, il territorio e le cantine del vino Orcial l’evento è ripreso sui social con i tag #orciaarcobaleno e #ArcobalenodEstate. Sostenuta dal quotidiano La Nazione in qualità di media partner, “Toscana arcobaleno d’estate” è un evento organizzato dalla Regione Toscana, con il supporto di Toscana Promozione e di Fondazione Sistema Toscana. La denominazione Orcia è nata il 14 febbraio 2000 e comprende le varietà Orcia ottenute da uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese e Orcia “Sangiovese” con almeno il 90% di questo vitigno, entrambe anche nella tipologia “Riserva”. La denominazione Orcia comprende anche le tipologie Bianco, Rosato e Vin Santo. Questi i numeri della DOC: VINIFICATORI 57 IMBOTTIGLIATORI 34 PRODUZIONE (HL) 1.860 FATTURATO (MLN €) 495.340 SUPERFICIE (HA) 136,61
Fonte Consorzio di tutela Orcia DOC

Prodotti tipici Calabria: ricerca genetica per la Cipolla Rossa di Tropea IGP

ciopolla-rossa-tropea-igp15giu2016fonte mmagine consorzio-tutelaPer proteggere dalla contraffazione la Cipolla Rossa di Tropea IGP l’Università di Reggio Calabria a messo a punto la piattaforma genetica per l’autentificazione e certificazione dell’ortaggio. Il risultato è stato raggiunto nell’ambito del progetto scientifico denominato “Dolce Rossa” e supportato dall’accordo di programma quadro “Ricerca scientifica ed innovazione tecnologica” finanziato dallla Regione Calabria, dall’Unione europea, dal ministero dello Sviluppo economico e dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca “Nel 2015 – è scritto sul sito del Consorzio – le imprese aderenti al Consorzio di tutela hanno commercializzato sui mercati oltre 110mila quintali di prodotto a indicazione geografica protetta, con quasi 500 ettari di suolo a produzione certificabile Igp”. La ricerca ha consentito di identificare e separare geneticamente gli ecotipi della Cipolla rossa di Tropea IGP. Per l’autenticazione genetica è stato utilizzato un set di 15 marcatori molecolari. I test genomici sono stati correlati ai risultati del profilo chimico-compositivo e aromatico unico per la Cipolla rossa di Tropea , apprezzata per gli aspetti gustativi della dolcezza, croccantezza e scarsa piccantezza.
Il profilo organolettico è stato autenticato mediante : il naso elettronico, innovativa tecnica basata su sensori olfattivi. . Fonte: AgroNotizie

La verdura e la frutta, soprattutto quella secca, antidoti per la depressione

Pur senza poter dimostrare un effetto salvifico degli alimenti, la psicobiotica, scienza che studia il rapporto tra cibo e mente ha già dimostrato l’influenza di una sana alimentazione sul benessere psicofisico degli individui e sulla loro qualità di vita. Si è ad esempio evidenziato che dalla flora batterica potrebbero dipendere varie patologie neurali. Ha già affermato Giovanni Biggio, ordinario di farmacologia all’Università di Cagliari «In un futuro prossimo potremmo trattare i disturbi cerebrali e mentali modificando la flora batterica intestinale» mentre secondo Eugenio Aguglia, direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Catania, «sono i microbioti intestinali a produrre una gamma di sostanze neurochimiche che il cervello utilizza per la regolazione dei processi fisiologici e mentali: compresa la memoria, l’apprendimento e l’umore».

Durante l’ultimo congresso della Società americana di psichiatria, nel commentare le conclusioni di diverse ricerche mirate a valutare l’effetto del consumo di alimenti di origine animale e vegetale sui sintomi depressivi si è ipotizzato che la depressione merita probabilmente di essere affrontata anche a tavola. Si tratta di un’evidenza che non deve stupire, dal momento che il 95 per cento dei recettori per la serotonina – su cui va ad agire una specifica categoria di antidepressivi: gli Ssri – si ritrova nell’epitelio intestinale.
«I dati sono incoraggianti e ci dicono che i pazienti stanno meglio quando li aiutiamo a mangiare in maniera più equilibrata», afferma Drew Ramsey, docente di psichiatria alla Columbia University (New York). A fare la differenza, nel complesso, alcuni macro e micronutrienti: come gli acidi grassi omega 3, il magnesio, il calcio, le fibre e le vitamine B1, B9, B12, D ed E. Secondo Charles Reynolds, docente di psichiatria geriatrica all’Università di Pittsburgh, non va eliminata la carne «occorre piuttosto aiutare i pazienti a scegliere carne di migliore qualità: meglio se gli animali si sono nutriti con erba e hanno pascolato all’aperto, prima di essere macellati».

Oltre alla verdura a foglia verde, tra gli alimenti che non dovrebbero mai mancare per troppo tempo dalla tavola ci sono la frutta secca, i cefalopodi (polpi, calamari, lumache), i molluschi (cozze, vongole, ostriche) e il pesce (alici, sarde, sgombri). Dato il rischio che possano contenere elevate quantità di mercurio meglio cautela con i pesci di grande taglia. Un contributo può giungere dalla tavola anche per l’ansia e la sindrome del deficit di attenzione, pur senza considerare l’alimentazione sostitutiva del trattamento farmacologico. L’Università di Harvard ha reso noto un vademecum di indicazioni dedotto dalle principali evidenze scientifiche. L’acqua è la bevanda da prediligere, quanto agli alimenti si fa riferimento ai carboidrati complessi («sono metabolizzati più lentamente e mantengono costante la concentrazione di zuccheri nel sangue»), alla frutta e alla verdura. Importante è definire anche la regolarità nei pasti, senza la quale in alcune ore del giorno si possono verificare bruschi cali della glicemia che non aiutano a sedare l’ansia. Su cui non si esclude che abbiano un ruolo tutt’altro che trascurabile gli antiossidanti. Un motivo in più per tornare a dare spazio agli alimenti di origine vegetale. 16-06-2016 La stampa

Formaggi Tipici: in Sardegna una delle patrie del Pecorino Romano DOP “Stati generali del formaggio”presso la tenuta Sella Mosca 

Nelle Tenute Sella & Mosca ad Alghero il 19 giugno gli Stati generali dei formaggi italiani Dop per fare il punto sul comparto tra crisi, pericoli di contraffazione e nuove strategie di promozione. All’assemblea annuale, organizzata da Afidop (l’Associazione dei formaggi italiani Dop) e dal Consorzio di tutela del Pecorino romano, partecipano tra gli altri il viceministro delle Politiche Agricole, Andrea Olivero, il presidente di Afidop Cesare Baldrighi, l’assessore regionale dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e il presidente del Consorzio del Pecorino romano Salvatore Palitta. Circa il 50% della produzione di latte nazionale viene utilizzata per la produzione dei formaggi Dop, che nel 2015 è stata di circa 505.200 tonnellate. I formaggi rappresentano la categoria principale delle Dop e Igp italiane, con un valore alla produzione di 3,7 miliardi di euro. L’Afidop associa 26 Consorzi di tutela (Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Montasio, Mozzarella di Bufala, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Provolone, Taleggio Bra, Caciocavallo Silano, Casatella Trevigiana, Casciotta di Urbino, Castelmagno, Monte Veronese, Pecorino Sardo, Piave, Quartirolo Lombardo, Raschera, Stelvio, Toma Piemontese, Valtellina Casera, Bitto e Salva Cremasco).. Cura inoltre le attività di tutela, proposte legislative e azioni di salvaguardia negli organi internazionali.
Fonte: La Nuova Sardegna

Frenano le vendite del pecorino romano Dop

Dopo il boom degli ultimi due anni, in flessione il mercato del Pecorino Romano DOP, il formaggio a denominazione di origine protetta di puro latte di pecora più esportato in America. Nel 2014 e 2015, il pecorino romano ha raggiunto il prezzo di 10 euro al chilo per quanto riguarda l’esportazione negli States, ma oggi la sua quotazione è scesa al di sotto degli 8 euro al kg. Il presidente del Consorzio di tutela del pecorino Romano DOP, che ha sede a Macomer in provincia di Nuoro, afferma che “A fronte di una richiesta stabile, si è avuta una produzione in aumento di pecorino negli ultimi 12 mesi. Questo ha comportato il crollo del prezzo e di conseguenza una vistosa flessione della remunerazione del prezzo del latte alla stalla».Il prezzo del latte ovino pagato alla stalla, è passato dall’euro al litro di un anno fa a circa 0,80 euro del 2016, scatenando le proteste da tutta la Sardegna. La regione sta preparando un pacchetto di misure ad hoc per aiutare il comparto lattiero-caseario, in particolare favorendo accesso al credito e attività di promozione.
Fonte: Italia Oggi

Sulle strade del “Gigante bianco”, il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP

Per i prodotti tipici, e come per il vino, anche per la pregiata razza Chianina il rilancio passa dall’integrazione con il turismo attraverso un protocollo per valorizzare la filiera e il territorio, Venti comuni tra Arezzo e Siena hanno firmato un protocollo per la creazione di una vera e propria “Strada del Gigante Bianco” che metta a sistema un percorso in cui si intersechino le attività di tutta la filiera, dall’allevatore al ristoratore.
Secondo le ultime rilevazioni del Consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, in Toscana oggi si contano 659 allevamenti di Chianina, 198 punti vendita e 2.805 certificazioni IGP di razza Chianina (erano 2.403 nel 2008). Gli allevamenti toscani di Chianina sono medio piccoli e il 53% pratica il ciclo chiuso. Con riferimento al ricambio generazionale circa 1 azienda su 3 risulta condotta da un giovane. Secondo una indagine condotta da Bovinitaly su 500 allevamenti toscani, solo il 7% delle aziende prese in considerazione dallo studio utilizzerebbe una parte di mangime per l’alimentazione animale di origine Ogm.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Agrisole

Prodotti Tipici: A Venezia al Master in cultura del cibo e del vino della Cà Foscari, seminario sul Prosecco DOP

Martedì 21 giugno presso l’Auditorium Campus Scientifico dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il seminario “Innovazione nell’agroalimentare di qualità” organizzato in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Prosecco DOC e la direzione del Master in Cultura del Cibo del Vino dell’Università Ca’ Foscari. Il Master veneziano dell’Università Ca’ Foscari si rivolge a laureati che intendano acquisire o arricchire conoscenze e competenze nel settore agroalimentare ed enogastronomico in un’ottica di valorizzazione e promozione dei prodotti tipici, ma anche a professionisti del settore (agroalimentare, enogastronomico, della ristorazione e turistico) che vogliano acquisire e perfezionare conoscenze specifiche legate alla cultura del cibo e del vino.
Il percorso formativo è strutturato in modo da affrontare, attraverso un approccio multidisciplinare, i diversi aspetti che oggi l’argomento ‘cibo-vino’ richiede: profonda conoscenza delle basi storico-culturali e produttive, strumenti operativi, tecniche innovative coniugando elementi di storia, geografia, antropologia, economia, marketing, legislazione e analisi sensoriale. Determinante la disponibilità dei Consorzi di tutela, come quello del Prosecco DOP, che permettono agli studenti di approfondire aspetti tecnici del settore e di vivere un’esperienza formativa in stretto contatto con la realtà lavorativa verso la quale sono interessati. Recentemente il Consorzio di tutela del Prosecco ha presentato il bilancio consuntivo 2015 e al bilancio previsionale 2016, tra i punti cruciali appare l’estensione delle superfici vitate destinate a Prosecco DOP: il blocco degli impianti viene mantenuto, ma il tetto viene innalzato da 20.250 (attualmente 16.500 al Veneto e 3.750 al FVG) a 23.250 ettari complessivi. Tremila ettari in più di vigneto che entro il 2017 verranno ripartiti proporzionalmente tra Veneto e Friuli Venezia Giulia per un incremento della produzione, considerando anche il recupero di famosi 2000 ettari mancanti che non hanno ancora raggiunto il potenziale massimo, di circa 500.000 ettolitri.
“Metà di questi 3000 ettari verrà riservata ai produttori storici utilizzando un algoritmo applicato a partire dal basso. Gli altri 1500 ettari verranno distribuiti con criteri che favoriranno i giovani e privilegeranno le produzioni Biologiche a conferma della direzione intrapresa dal Consorzio a favore della sostenibilità ambientale”. Le indagini di mercato commissionate dal Consorzio al CIRVE e aNOMISMA rivelano che fino al 2021 il mondo degli spumanti in genere, a livello globale, dovrebbe confermare un trend positivo di crescita che oscilla tra il 5 e il 7 %. Il Prosecco in questi ultimi anni sta viaggiando a tassi di oltre il doppio (+ 18,9% nel 2015), tuttavia si è deciso di adottare con criterio prudenziale il + 5% annuo per i prossimi tre anni. “Ciò dovrebbe comportare nel prossimo triennio – conclude Zanette – un aumento della produzione pari al 15%. “

Fonte: Consorzio di Tutela del Prosecco DOC

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