Il marketing: assente o presente?

Avviamo con questo articolo una sezione in cui ospitiamo l’opinione  di chi lavora nel mondo dei prodotti tipici italiani e della loro promozione. I temi della brand identity e della brand reputation sono una delle chiavi del successo del made in Italy. Per questo abbiamo chiesto a Domenico Gioia, professionista del marketing, di iniziare una collaborazione con prodottitipiciitaliani.info.

Si inizia con il Sigep, una grande manifestazione, tanti presenti, ma il marketing è rimasto fuori?

L’edizione 2016 del Sigep  ha segnato un successo di pubblicoL’incremento di visitatori di oltre l’8% dimostra che la manifestazione riminese è un importantissimo evento.

sigep 2016In soli cinque giorni, sono affluite nel padiglione fieristico riminese quasi 300.000 persone: non ci sarebbe di che lamentarsi, ma spingo il lettore a guardare oltre i risultati di facciata, al numero dei visitatori e porci una domanda: “cosa abbiamo visto sotto il profilo dell’innovazione, ci sono elementi che ci proiettano in un futuro, almeno prossimo, o è solo una fiera da cui non ci si deve aspettare niente?”.

Carpe diem, dicevano i latini, “ruba l’attimo”. Vivere alla giornata è stata sempre una prerogativa di noi italiani, che di questo ne abbiamo fatto un ottimo elemento di differenziazione rispetto ai nostri competitors mondiali; una sorta di aminoacido presente nella nostra catena del DNA, e quindi come tale ineliminabile, anzi dal quale procedono tutti gli schemi, compresi anche quelli aziendali e di mercato.

838b6053-6bcf-44ff-9366-586d9f4870d0Esistono soggetti ispirati, quelli in poche parole, dotati del potere di visione?

Ricordo che il potere di visione è una di quelle doti che il “manager della nuova era” – così come lo descrivevano nell’ormai datato testo del 1986 Craig R.Hickman e Michael A. Silva “L’organizzazione eccellente”- deve assolutamente avere. Ora dobbiamo chiederci, quanti manager presenti in azienda sono dotati di questa dote, quanti riescono ad immaginare gli scenari futuri e vedere effettivamente cosà accadrà nei prossimi anni?

Questo bisognerebbe attendersi da una grande Kermesse come il Sigep, appena conclusa, che non fosse solo un palcoscenico in cui si le aziende mostrano i loro prodotti, ma dove evidenziano al pubblico qual è la loro visione del futuro, come declinano con le loro strategie, le sfide che verranno.

Purtroppo non abbiamo visto niente di tutto questo, solo una grande manifestazione di capacità produttive, ma niente che lasciasse minimamente immaginare la visione del futuro seppur prossimo.

biglietteria_bigAddirittura le aziende erano totalmente impreparate ad ospitare un addetto stampa, nessun se non pochissimi, addetti alle pubbliche relazioni, nessuna delle aziende a cui è stato richiesto, se non in pochissimi casi, avevano un comunicato stampa disponibile in cui evidenziassero e esponessero le motivazioni della loro presenza.

L’organizzazione si vanta e giustamente, che sono stati accreditati oltre 720 tra giornalisti e blogger, ma mi chiedo: a parte la professionale ed efficiente preparazione degli addetti della fiera, come erano preparate le aziende ad accoglierli, che cosa hanno dato loro, quali notizie?

Si è notata, una diffusa impreparazione da parte degli espositori ad affrontare questa occasione in termini di comunicazione, di proporsi in modo diverso, dialogando in modo nuovo.

Nessun accenno, da parte delle aziende presenti, alle nuove tecnologie che il web offre, se non nello scandaloso “ metti una foto su Facebook e instagram e avrai un gadget” che qualcuno ha proposto, denotando una scarsa se non inesistente preparazione in ambito di socialnetworking.

david di cioccolataCome sempre noi italiani perdiamo la sfida con il futuro, concentrati più che mai verso una dimensione, che non è neanche il presente, che ci fa perdere i veri punti di riferimento degli scenari internazionali in importante e costante evoluzione.

Più che mai in questo caso è da citare il paradosso di colui che guarda il cielo convinto che quella sia la visione reale di quel preciso istante, ed invece quasi inconsapevolmente sta guardando l’immagine di un universo vecchio di milioni di anni. Così mi è apparso l’universo delle aziende presenti, una fotografia vecchia di quaranta anni che al di fuori degli ottimi risultati in termini di scambi economici non hanno capito che questa più che mai poteva essere la volta buona per dimostrare che sta cambiando qualcosa; comunicando in maniera efficace che le aziende stanno reagendo alla crisi, in maniera positiva creando nuovi prodotti e che sono in grado di trasmetterlo al mercato globale in maniera efficiente.

imagesCome diceva il vecchio saggio, guardando, con un po’ di tristezza, verso quello che poteva essere e non è stato: “sarà per la prossima volta”.

Domenico Gioia esperto marketing e brand reputation

COMMENTS

  • maurizio

    Si sta allargando il divario che vede da un lato la “moda” del food, il proliferare delle trasmissioni in TV sulla cucina e la conseguente crescita di attenzione da parte del grande pubblico e dall’altro la cultura della comunicazione delle imprese di settore, non solo quelle piccole e medie, che sembrano bloccate sulla vecchia concezione dell’advertising tradizionale, rinunciando ad una reale interazione con il mondo degli operatori della comunicazione più evoluta (web e non web).

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