Gelato italiano: Sigep al via

Tra i prodotti tipici italiani tradizionali il gelato, la pasticceria e il pane e la pizza, che muovono importanti volumi di fatturato in Italia e all’estero

Ai nastri di partenza il 37° Sigep, importante kermesse del settore gelateria, pasticceria, panificazione  e dallo scorso anno anche caffè e birra

DATI DI SETTORE

Sono 4 su 10 gli italiani che mangiano regolarmente gelato durante la stagione estiva e quest’anno il fatturato ha briosche con gelatosuperato i 2,5 milioni di euro con un aumento stimato dell’8% sull’anno precedente: oltre i 6 chilogrammi a testa. Il gelato italiano, che si chiama proprio gelato anche all’estero per distinguere la ricetta italiana dall’ice-cream, è sempre più consumato anche all’estero , specialmente in America e Asia. Se si considerano anche attrezzature, macchine, arredi e semilavorati, il fatturato del settore sale a 1200 milioni di euro.

Nella lavorazione del gelato artigianale in Italia lavorano circa 90.000 addetti, con 62 gelaterie ogni 100mila abitanti e nel settore attrezzature, macchine e semilavorati oltre 3000. Questi i dati rilevato da Sigep, la fiera internazionale al via dal 23 al 27 gennaio,c on la 37°edizione, che raccoglie gli operatori del settore gelateria, pasticceria e panetteria e- dallo scorso anno-anche caffè e birra. Accanto ai prodotti, i macchinari e i semilavorati.

gelatonewsSigep, la fiera di rilievo mondiale vedrà il taglio del nastro alla presenza del Presidente della Provincia e Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, del Presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni e di tre maestri della pasticceria mondiale: Cher Harris (Pastry Queen 2014), Iginio Massari e il riminese emergente Roberto Rinaldini.

Attesi oltre 400 buyer stranieri, provenienti da 5 continenti, e numerosi anche gli appuntamenti, da Pastry Queen che stabilirà la regina mondiale della pasticceria fra donne pasticcere da tutto il mondo, alla Coppa del Mondo della Gelateria., alle proposte dell’Associazione Italiana Gelatieri – con il Gelato al gusto di gianduia’ e ‘1000 idee per un nuovo gusto per il Gelato dell’anno”. Ci saranno poi la sfida mondiale della Star of Chocolate, il premio SigepGiovani e gli show ccoking di Sigep Rhex, mentre Bread in the City catalizzerà l’attenzione sulle scuole artigianali di panificazione

Sigep: oltre al gelato e alla pasticceria sarà protagonista la panificazione

pasticceriaL´indagine Databank, voluta da AIBI, l´Associazione Italiana Bakery Ingredients, fotografa l´andamento del settore della panificazione e della pasticceria.

Dll’indagine risulta che nel 2014 i consumi hanno manifestato una sostanziale continuità attestandosi su 562mila tonnellate (+0,5%) nel 2014 e, per l´anno 2015, si prevede un´ulteriore crescita (+0,7%).
Appaiono in calo i pasticcini e la biscotteria che, peraltro, insieme rappresentano oltre il 40% dei consumi., mentre aumentano brioches (+3,5%) prodotti da ricorrenza (+6%), e torte su ordinazione, per festeggiare eventi particolari, anche ´American style´, a più piani con glassa di zucchero.

Bene anche i numeri dei prodotti impiegati per il confezionamento quali prodotti a base di cacao (+0,4%), marmellate, farciture e gelatine di frutta. Molto apprezzati all’estero i dolci della tradizione italiana, in particolare quelli del Natale, con aumento stimato delle esportazioni del 10% circa nel 2015.

Tra i Paesi di destinazione troviamo brioschela Francia, con acquisti per circa 75 milioni di euro di dolci natalizi (pari al 24,3% dell´export totale), seguita dalla Germania, dove esportiamo 53,8 milioni di pasticceria per le feste di fine anno (17,4% del totale esportato), mentre nel Regno Unito il nostro export di dolci di Natale è pari a 34,3 milioni (11,1% del totale).
In termini percentuali, la maggior crescita delle esportazioni ha riguardato gli Stati Uniti, dove quest´anno si è registrato il 45,5% di ordini di dolci in più rispetto al 2014.

Nella classifica delle regioni con il maggiore aumento di export alimentare il primo posto è occupato dalla Campania, con +14,8% nei primi sei mesi del 2015. Seguono Veneto (+11,9%), Piemonte (+5,1%), Emilia-Romagna (+ 4,7%) e Lombardia (+1%). A livello provinciale, record di crescita dell´export per Napoli (+36,1%), Bergamo (+26,1%), Firenze (+19,6%), Siena (+18,9%), Vicenza (+18,7%).
Il comparto della pasticceria artigianale in Italia vede attive 43.575 imprese specializzate, che danno lavoro a 159.753 addetti.

Fonte: Confartigianato . AIBI/Databank

Pane: sempre più richiesto quello artigianale

La ricerca ´Il mercato della pizza artigianale, del pane e della pasticceria industriale e artigianale´, promossa da pane biologicoAIBI, l´Associazione italiana Bakery Ingredients, associata ad ASSITOL, ed elaborata da Databank ha puntato i riflettori da un lato sui panettieri, dall´altro sui consumi. Il pane fresco artigianale resta il più amato dagli italiani (86,5%) anche se il consumo di pane risulta in leggero calo.

La ricerca sottolinea come siano sempre più apprezzate le varianti salutistiche e ad alto valore nutrizionale (a lunga lievitazione, senza grassi, con poco sale, integrale, a km 0), anche con la riscoperta delle specialità tipiche e regionali. Sale anche l´interesse per il pane biologico, che cresce di oltre il 2%. In crescita il filone dei prodotti senza glutine e a base di cereali alternativi al frumento (kamut, farro), il cui giro d´affari vale oggi circa 250 milioni di euro (+18%).
+ 1,2 % nel 2015 per i sostitutivi del pane (grissini, fette biscottate, crackers, pani morbidi). In particolare, il segmento dei pani morbidi conquista nel 2014 il 44% del mercato dei sostitutivi, in testa piadine e panini.

In generale, è il laboratorio attrezzato con annesso punto vendita la tipologia artigianale prediletta pane di napolidagli operatori. Delle 21mila panetterie censite nel 2014, soloi un quarto ha un numero di addetti che va dai 4 ai 10 e con una capacità produttiva pari a circa 2400 quintali all´anno, mentre la maggioranza sono di piccole dimensioni. Le realtà medio-grandi operano soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Puglia. Il Trentino Alto Adige vanta invece il maggior numero di grandi realtà (più di 50 addetti).

Fonti: AIBI/Databank

Consumi di caffè: in crescita solo il consumo sui luoghi di lavoro

L´Italia, con circa 340mila tonnellate (equamente ripartite tra le varietà Arabica e Robusta), è il sesto Paese europeo per consumo di caffè torrefatto. Oltre il 75% del prodotto importato nel nostro Paese proviene prevalentemente da caffècinque produttori mondiali, ovvero: Brasile, che da solo rappresenta il 35% del totale, Vietnam, India, Indonesia e Uganda.

In Italia esistono 716 torrefazioni, che in parte esportano la loro produzione: il nostro Paese è infatti il secondo in Europa in termini di export, preceduto solo dalla Germania.
Gli addetti al settore sono circa 7.000, con un fatturato complessivo stimato in 3,5 miliardi di euro, un terzo dei quali realizzato all´estero.

Dopo un 2013 e un 2014 in cui i consumi interni sono diminuiti, le attese per il 2015 sono di una moderata ripresa della domanda nelle diverse tipologie di confezione. Nel segmento casa si è registrata una flessione di macinato espresso, caffè in grani, caffè solubile e caffè decaffeinato, mentre il macinato moka (il segmento più importante nel canale casa) ha sostanzialmente mantenuto i volumi. Prosegue invece costante la crescita della domanda del caffè in capsule.
Per quanto riguarda il fuori casa (Horeca e Vending), in costante aumento il consumo di caffè sui luoghi di lavoro.

Fonte: Sigep su elaborazione dati Comitato Italiano Caffè

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