Alla riscoperta della Via Romea Germanica

La Via Romea è l’antica via di pellegrinaggio fra Stade e Roma documentata dal monaco Alberto della città di Stade nel XIII sec. e descritta negli “Annales Stadenses”

Stade è una delle città più antiche della Germania del nord. Fu nominata per la prima volta nelle cronache quando, nel 994, fu saccheggiata dai Vichinghi.

Alberto di Stade: di lui sappiamo due cose, che divenne abate del’omonimo monastero benedettino nel nord della pic1Germania – dove divenne abate nel 1232 – e che per fede tracciò una via religiosa la cui fama è giunta fino ai nostri giorni.

L’abate Alberto voleva introdurre un regola più ferrea nel Monastero Benedettino della Santa Vergine Maria di Stade, sul modello di quella dell’ordine cistercense, e per ottenere l’approvazione papale s’incamminò nel 1236 verso il centro della cristianità per incontrare Gregorio IX.

pic3La cronaca di questo primo viaggio è conservata nel museo di Herzog August a Wolfenbuttel. Qui negli Annales, in latino, si trova traccia del dialogo di due monaci che descrivono, con dovizia di particolari sulle tappe e sui percorsi, la via migliore per raggiungere Roma. Vi è descritto un viaggio che dalla città anseatica include come tappe Bolzano, Trento, la Valsugana, Padova, Ferrara, Ravenna, Forlì, Meldola, Bagno di Romagna, l’Alpe di Serra, Campi di Bibbiena, Subbiano, Arezzo, Ossaia, Castiglion del Lago, Orvieto, Montefiascone e infine Roma.

La strada così identificata rimase nei secoli un’importante via attraverso l’Europa. La via Germanica a ovest, insieme a quella Francigena a est, disegnava una Y, perchè da Roma le due strade si congiungevano e proseguivano insieme via romea germanicaper Brindisi e Gerusalemme.

Ora questa via rivive grazie alla Associazione Via Romea Germanica costituita il 15 giugno 2012 che lavora, insieme alla tedesca Romweg Forderverain e all’austriaca Jerusalem Way ,  alla riscoperta dell’antico tracciato e alla sua valorizzazione. Una via per il cammino lento di pedoni, ciclisti e cavalli.

L’associazione, con sede a Santa Sofia www.viaromeadistade.eu, www.viaromeagermanica.com, si propone di sviluppare la ricerca storica dell’antico percorso e la valorizzazione del territorio, in collaborazione con le persone che ci vivono e operano.

Si è messo a punto il simbolo comune della “melior via” e il tracciato italiano ufficiale è già definito dalle Alpi, col passo dell’Alpe di Serra, alla Capitale, passando per la pianura Padana, le Valli di Comacchio, le colline toscane e umbre e infine la Tuscia, sempre prediligendo sentieri bianchi e coste a mezza via, ma anche prevedendo tappe negli antichi centri abitati.

Anche la valorizzazione del “camminare lento” e di uno stile di vita responsabile sono temi che accompagnano il modo di vivere e di riscoprire i territori percorsi dall’antica via Romea Germanica, con un ritmo e un punto d’osservazione a “passo d’uomo” , e un’attenzione alla storia e alla cultura dei luoghi, che l’associazione fa proprio.

luca bambiNei secoli, le vie dei pellegrinaggi sono stati i percorsi di unione delle culture e delle religioni del sud e del nord Europa e il loro ripercorrerle contribuisce oggi come ieri alla realizzazione di un’Europa unita e solidale delle genti, oltre a mantenere vivo il fascino delle sue antiche radici culturali e spirituali e del suo patrimonio di arte, storia e tradizioni.

Oggi il progetto è condiviso all’interno di un “network globale delle comunità dei pellegrini delle antiche vie”, e la via Romea Germanica stessa si riconosce parte di un percorso ancora più lungo, che inizia dalla Norvegia, con il cammino di St. Olaf, e partecipa ad un’iniziativa che prende in nome di “Pilgrims Across Borders”

 

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