E’sempre Natale

Eccoci a un tiro di schioppo dal fatidico Capodanno, con cui si celebra il passaggio tra i vecchi e i nuovi 365 giorni…il momento di buoni propositi, che adesso non si appuntano più segretamente in agenda ma si portano orgogliosamente  scritti  in una medaglietta, come promemoria di rinforzo…tra questi quello più classico il proposito di stare a dieta…eppure il Capodanno era in passato una delle feste in cui era concesso mangiare…oggi in tavola ogni giorno è Capodanno  o Natale e cosi i piatti riservati dalla tradizione alle festività sono sulle tavole quotidianamente…così ogni giorno si possono mangiare in Emilia i tortellini, una volta piatto esclusivamente riservato ai giorni di festa, o i cappelletti in Romagna e con questi il bollito.bollito

Anche il panpepato ferrarese ora che è diventato IGP uscirà dalla tradizione delle festività, mentre i cugini di primo grado, il panone bolognese e il pan di Natale modenese sono ancora legati alla tradizione locale del periodo delle feste.

I ricchi fritti con cui ogni regione festeggiava gli eventi più importanti sono oggi diventati street food d’eccellenza e oggi il baccalà fritto in pastella, le mozzarelle impanante fritte, i suppli, ma anche le siciliane con la tuma, pasta fritta ripiena di formaggio pecorino fresco di origine antichissima, olive e acciughe, sono diventati parte di menu quotidiani.

Cosi i brasati e gli arrosti, di vitello, agnello o maiale, ma anche di coniglio e pollo disossati e ripieni di ogni ben di Dio, tra cui,  uova, formaggi, erbe, frutta e castagne e le faraone o la cacciagione al tegame, sono diventati oggi ricette che dalla tavola delle feste sono passate alla tavola quotidiana. Per non parlare del tartufo, che oggi è concesso accostare ai primi e alle pietanze di ogni giorno.

Cosi il vitello tonnato e i peperoni in bagna cauda, con aglio e acciughe, ci deliziano ormai ogni giorno e da Torino sono scesi a conquistare il quotidiano dell’intera penisola.

Più logico appare il trionfo delle acciughe, piatto povero da sempre e ancora oggi abbondante nei nostri ormai altrimenti semisvuotati mari intorno alla penisola. Eccole quindi marinate con prezzemolo e aglio e altri ingredienti tipici da zona a zona tra cui il più comune la cipolla, anche nelle regioni che poco hanno di costa, oppure  arrostite, alla maniera romagnola, o fritte dal Veneto alla Campania.

Quasi scontato appare infine l’amore per il polipo, ubriaco di pomodoro e vino o scortato da olive e patate e per i primi di pesce accompagnati da crostacei, con l’astice in testa .    bignole-piemontesi

E che dire delle bignole,  o bignè, dolci regine delle feste piemontesi anche secondo guidatorino, che oggi tuttavia trovano spazio quotidiano in ogni forno e bar oltre che pasticceria.