I prodotti tipici e la vacanza esperienziale in Italia

Vacanze 100% italiane alla scoperta del Bel Paese per apprezzare i prodotti enogastronomici nostrani: nell’estate del post lockdown che favorisce ulteriormente l’interesse per  le gite in campagna e il turismo di prossimità. Anche se il mare rappresenta sempre la prima scelta, seguita subito dopo dalla montagna, crescono le prenotazioni nell’entroterra per vivere una vacanza gourmet ed esperienziale lontano dalle località più affollate. E cresce il numero di imprese  e produttori che arricchiscono le proposte rivolte a questo segmento, a partire da aperitivi e cene in vigna, fino a pic nic e grigliate sull’erba. Passando anche dalla riscoperta degli innumerevoli piccoli borghi, a rischio di spopolamento, che tornano ad animarsi nei giorni clou dell’estate. ll fascino esercitato dal buon bere e il buon cibo a km zero è una delle principali attrattive offerte dai territori, anche se ancora non tutti gli operatori ne sono pienamente consapevoli. Per fortuna il territorio italiano è disseminato di eccellenze, esprime una marcata biodiversità e vanta tradizioni locali specifiche: un mix che rende unica ogni zona

I prodotti tipici e la vacanza esperienziale in Italia

Secondo il Censis il 63% degli italiani ha riscoperto la magia delle nostre tradizioni, il 43% sostiene che attraverso la valorizzazione della nostra cucina l’Italia ripartirà. Una spinta al settore turistico importante  anche dall’enoturismo. Prime fra tutte da sempre la Toscana, terra di grandi vini ed eccellenza culinaria, che fa da traino. Sono infatti sempre di più gli italiani che nei mesi estivi hanno scelto di organizzare una vacanza on the road per degustare prodotti tipici e scoprire antichi borghi nel cuore della Toscana.

“Enoturismo vuol dire andare a cercare il prodotto alla radice, non solo assaggiare un grande vino ma scoprire tutto quello che c’è attorno. Chi visita le nostre tenute, non solo degusta le nostre eccellenze ma può conoscere da vicino la vigna, un’esperienza unica che consiglio di vivere almeno una volta – è la testimonianza di Lamberto Frescobaldi, Presidente delle Cantine Marchesi Frescobaldi – La cosa importante ora è scoprire la nostra unicità perché è quella che rappresenta veramente il nostro patrimonio, che dobbiamo comunicare al mondo e farne tesoro”.

Nelle Tenute Frescobaldi, oltre alle visite in cantina e degustazioni dedicate, sono diverse le esperienze per scoprire la diversità toscana e l’unicità dei suoi territori. Al Castello di Nipozzano, si pernotta nell’antico frantoio ed è possibile visitare l’orto biologico a Km/0, raccogliere i prodotti stagionali e cucinarli insieme allo chef. Nella Tenuta Castelgiocondo il must è la pausa benessere nell’area dedicata con vista sulle vigne; per gli appassionati è possibile prenotare la visita delle opere del progetto Artisti per Frescobaldi insieme a un critico d’arte. Gli ospiti della Tenuta Ammiraglia potranno vivere storia e innovazione contemporaneamente: da un lato una cantina d’autore dell’architetto Piero Sartogo, esempio di design al servizio della qualità produttiva e del rispetto per l’ambiente circostante perché sfrutta la naturale gravità per i travasi del vino, dall’altro l’antica storia italiana con i vicini scavi etruschi. Spicca per originalità e fascino la “pittura in vigna” insieme ai maestri pittori fiorentini, per immortalare non solo il paesaggio ma anche le sensazioni e le emozioni che solo la vita in vigna può regalare.

L’Enoturismo è strettamente connesso al Made in Italy e sta trainando la ripresa del turismo anche in quelle zone meno richieste nel periodo prettamente estivo. Il mood della vacanza esperienziale detta le regole di un nuovo tipo di turismo, quello attivo, che coinvolge i visitatori nella scoperta della cantina e dei vigneti, nella degustazione del vino e nelle varie fasi di evoluzione, nella scoperta delle ricette locali e delle produzioni tipiche.

“Siamo pronti ad accogliere i turisti in piena sicurezza e nel rispetto delle regole. Quest’anno abbiamo un buon flusso di visitatori soprattutto italiani, circa un 70% contro il 30% di stranieri che lo scorso anno erano la maggioranza – commenta Lamberto Frescobaldi – visitando le nostre Tenute gli ospiti potranno vivere un’esperienza unica e perdersi nella bellezza della Toscana, da quella più autentica e rinascimentale a quella più moderna”.

A questo link i percorsi offerti dalle Tenute Frescobaldi

I prodotti tipici e la vacanza esperienziale in Italia: censiti 44 cammini attraverso piccoli borghi 

l 92% dei prodotti DOP e IGP e il 79% dei vini italiani più pregiati hanno a che vedere con i piccoli comuni

Non solo storia e tradizioni, religione e nutrimenti dell’anima. L’Italia è un territori ricco di antichi cammini, che la attraversano e sono anche una grande occasione per scoprire i prodotti tipici locali, quel comparto che rientra nella voce enogastronomia che pone il nostro Paese in cima al mondo.

Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce infatti nei paesini con meno di cinquemila abitanti, quel sistema virtuoso di poco meno di 5.500 centri che rappresentano quasi il 70% dei Comuni italiani. E’ quanto emerge da uno studio realizzato da Coldiretti e Fondazione Symbola su “Piccoli comuni e tipicità”.

mappa turismo e prodotti tipiciIl Piemonte è la regione con il maggior numero di piccoli Comuni (1045) seguito dalla Lombardia (1035) e dalla Campania (338). Ma in percentuale la più alta densità di centri sotto i 5mila abitanti sul totale regionale è in Valle d’ Aosta (99%) e Molise (92%). Ben 297 dei 317 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Unione Europea hanno a che fare con i Piccoli Comuni che, nel dettaglio, garantiscono la produzione di tutti i 52 formaggi a denominazione, del 97% dei 46 olii extravergini di oliva, del 90% dei 41 salumi e dei prodotti a base di carne, dell’89% dei 111 ortofrutticoli e cereali e dell’85% dei 13 prodotti della panetteria e della pasticceria.

Ma grazie ai piccoli centri è garantito anche il 79 per cento dei vini più pregiati che rappresentano il Made in Italy nel mondo. Un patrimonio conservato nel tempo dalle 279mila imprese agricole presenti nei piccoli Comuni con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari.

Dal tessuto territoriale dei centri sotto i 5mila abitanti dipende gran parte della leadership italiana in Europa con il sistema della qualità alimentare Made in Italy (Dop/Igp) che sviluppa un fatturato annuo al consumo di quasi 14 miliardi, dei quali circa 4 miliardi realizzati sul mercato estero. Una risorsa per l’Italia che può contare su un patrimonio di antiche produzioni agroalimentari tramandate da generazioni in un territorio unico per storia, arte e paesaggio che sono le principali leve di attrazione turistica. Non a caso due stranieri su tre considerano la cultura e il cibo le principali motivazione del viaggio nel Belpaese mentre per ben il 54 per cento degli italiani, secondo l’indagine Coldiretti, il successo della vacanza dipende dalla combinazione cibo, ambiente e cultura.

Dalla valorizzazione dei tesori enogastronomici custoditi nei Piccoli Comuni dipendono dunque molte delle opportunità di lavoro dei 3,9 milioni di giovani under 40 che hanno scelto di non abbandonare gli antichi borghi.

Il Cammino di San Vicino- Tratto da “Piccoli Comuni e Cammini DItalia”

“I Piccoli comuni – sottolinea il presidente di Symbola Ermete Realacci – non sono un peso ma una straordinaria opportunità per l’Italia: un’economia più a misura d’uomo che punta su comunità e territori, sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi. Qui si producono la maggior parte delle nostre Dop e Igp e dei nostri vini più pregiati, insieme a tanta parte di quel made in Italy apprezzato a livello internazionale. Possiamo competere in un mondo globalizzato se innoviamo senza cancellare la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia.”C’è un’Italia ricca di storia, tradizioni, religione, prodotti tipici di alta qualità e panorami mozzafiato che non aspetta altro di essere scoperta. E’ l’Italia dei piccoli comuni, oltre 5mila, vera e propria spina dorsale del Paese. La si può percorrere a piedi in un viaggio ideale – e, per chi se la sente, anche zaino in spalla e comode scarpe da trekking – lungo 15.400 chilometri che attraversano l’intera Penisola. Un viaggio raccontato nel rapporto “Piccoli Comuni e Cammini d’Italia” messo a punto da Symbola e dalla Fondazione Ifel con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali. L’atlante riunisce 44 diversi itinerari toccando 1435 Comuni (944 tra piccoli e piccolissimi) in tutte le regioni, dall’Alto Adige alla Sardegna, dall’Abruzzo alla Sicilia. Un percorso che dà l’opportunità di scoprire oltre duemila beni culturali e di degustare 179 produzioni Dop/Igp, l’86,6 % delle quali realizzate appunto nei piccoli comuni (quelli con meno di 5mila abitanti) che, in tutto, sono 5498 su un totale di 7914 e dunque rappresentano il 69,5% dei centri italiani.

Un tuffo nell’arte e nella storia d’Italia visto che in questi itinerari si incontrano borghi, fortezze, castelli, abbazie, santuari e monasteri, oltre che boschi, laghi e foreste.

credits grafica in evidenza Qualivita

 

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