Biologico: la polemica sulla sostenibilià

La forte crescita del trend del biologico

I dati continuano a documentare una crescita importante del settore biologico, come testimoniano anche i recenti numeri della fiera Sana, tenutasi a Bologna lo scorso Settembre. La filiera produttiva del cibo biologico in Italia mostra ottima salute. Non solo i produttori agricoli  e i punti vendita della piccola e grande distribuzione mostrano trend in crescita, ma anche la richiesta di prodotti della trasformazione industriale registrano una crescita costante ed ininterrotta dal 2005.  I risultati della ricerca condotta da Nomisma per il Sana evidenziano inoltre un importante potenziale di crescita anche per le esportazioni.

Tuttavia non tutti concordano con il farsi trascinare da facili entusiasmi e qualcuno, all’indomani della lezione magistrale conclusiva del il Filosofia Festival 2015 di Modena – tenuta dalla dottoressa Vandana Shiva, indiana, ambientalista, scienziata e filosofa, una delle più autorevoli voci mondiali in difesa dell’ecologia – si interroga sui termini di ambientalismo e sostenibilità ambientale.

Nonostante sia difficile non concordare sulla necessità di rivedere rivedere pesantemente lo sfruttamento delle risorse del pianeta – e la necessità sia stata sottolineata anche nella lettera enciclica di Papa Francesco “Laudato si”, che attribuisce un ruolo cruciale alla “cura della casa comune”-  occorre analizzare approfonditamente quali scelte siano davvero sostenibili nel lungo termine.

E’ possibile un punto d’equilibrio fra il progresso e le buone pratiche?

L’agricoltura si avvale dei pesticidi per aumentare la produttività delle colture e non dimentichiamo che ai pesticidi, tra cui il rame, si fa ricorso anche nell’agricoltura biologica. Il ritorno al passato non sempre è la soluzione migliore, più sensato appare discriminare tra le opportunità offerte dal progresso tecnologico e l’utilizzo indiscriminato delle stesse al servizio dell’industria alimentare.

La soluzione proposta è quella delle ”politiche oneste che sappiano trovare il punto di equilibrio tra agricoltura convenzionale, biologica e transgenica”.

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