Prodotti tipici di qualità: un’attrattiva turistica

Secondo e stime di Coldiretti quest’anno tre italiani su quattro (75%) per le loro vacanze, al mare o in montagna, hanno scelto di visitare frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori e ottimizzare il rapporto prezzo-qualità.

L’analisi di Coldiretti, diffusa anche dalle testate dei quotidiani, tra cui il Sole24ore, evidenzia che “il cibo rappresenta per quasi un italiano su cinque (19%) la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 53% costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza e solo un misero 5% dichiara di non prendere
per niente in esame l’offerta di percorsi turistici legati all’enogastronomia”.

Si conferma così che le differenze regionali dei prodotti tipici e l’offerta gastronomica rappresentano una della attrattive dei territori e costituiscono parte integrante della cultura e dell’esperienza che i territori offrono ai visitatori e che le aziende sul territorio  possono diventare esse stesse una destinazione turistica, grazie all’offerta di un’esperienza a 360 gradi, che non può prescindere dalla ricchezza offerta dai prodotti locali.

A questo punto è importante che i produttori locali, di qualunque dimensione aziendale, acquisiscano le competenze per valorizzare con modalità adeguate le loro proposte, anche assumendo personale effettivamente formato a questo compito o sforzandosi di acquisire direttamente le competenze necessarie per un’accoglienza professionale, in grado di rispondere alle aspettative di un pubblico sempre più educato ed esigente.

L’esperienza del visitatore infatti, per essere di valore, non può prescindere da un’offerta di contenuti sia tangibili che intangibili, di qualità.

 

 

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