Certificazione Dop per il formaggio Silter

Tipico della Valle Camonica e del Sebino Bresciano, si produce e si stagiona nei comuni appartenenti alla provincia di Brescia.  E’ un formaggio a pasta cotta, la cagliata cioè, dopo la rottura, viene portata a una temperatura compresa tra i 45 e i 52 gradi a seconda del livello di spurgo della cagliata che si intende raggiungere. Salato a mano e lasciato maturare per almeno 100 giorni nei silter (appositi Capo-di-Ponte-Cervo-ItinerariBrescialocali di stagionatura, da cui prende nome), questo formaggio si caratterizza per il sapore dolce, che assume sfumature sapide e piccanti con il protrarsi della stagionatura.

Il logo imagesricorda le antiche incisioni rupestri presenti nella zona.

Questa denominazione europea (che giunge dopo analoghi riconoscimenti su base nazionale) si aggiunge alle quasi 1.300 protezioni i origine già esistenti nell’Ue, 298 delle quali italiane.

Disciplinare di produzione Denominazione d’Origine Protetta (DOP) “SILTER”

Articolo 1 – DENOMINAZIONE La Denominazione di Origine Protetta (DOP) “Silter” è riservata esclusivamente al formaggio che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2 – DESCRIZIONE DEL PRODOTTO

Il “Silter D.O.P.” è un formaggio semigrasso a pasta dura, prodotto durante tutto l’anno esclusivamente con latte crudo. Il prodotto al momento del consumo (dopo minimo 100 giorni di stagionatura) presenta le caratteristiche descritte qui di seguito.

2.1 Caratteristiche morfologiche – Forma: cilindrica Scalzo: dritto o leggermente convesso, con altezza tra 8 e 10 cm. Facce: piane o leggermente convesse di diametro tra 34 e 40 cm. Peso: da 10 a 16 Kg, con una tolleranza fino al 10% solo per il peso minimo della singola forma. Crosta: naturale, dura, dal colore giallo paglierino tendente al bruno a seguito d’oliatura e stagionatura.

2.2 Caratteristiche fisico-chimiche – Il contenuto di grasso: deve essere dal 27 al 45% della sostanza secca. Il contenuto di umidità non può essere superiore al 40%.

2.3 Caratteristiche microbiologiche – Prevalgono i batteri lattici del genere Lactobacillus e Lactococcus, sia quelli appartenenti al gruppo omofermentante sia quelli del gruppo eterofermentante. Questa ricca flora lattica proviene dai tipici ambienti montani dove vengono allevate e munte le vacche. 2.4 Caratteristiche organolettiche La pasta è dura, mai troppo elastica, a volte con occhiatura piccola-media distribuita in modo uniforme. Il colore varia da bianco a giallo intenso in funzione dell’alimentazione delle bovine e della stagionatura. Prevale il sapore dolce, l’amaro è assente o poco percepito, mentre compaiono note di sapido e/o piccante nei formaggi molto stagionati. L’odore e l’aroma sono persistenti e caratteristici della zona di produzione; tra i più percepiti troviamo la frutta secca, il burro e il latte di vacche al pascolo, i foraggi verdi o essiccati, la farina di castagne, i Silter (intesi come i tipici locali di stagionatura).

Articolo 3 – ZONA DI PRODUZIONE

La zona di produzione e stagionatura del formaggio “Silter D.O.P.” comprende l’intero territorio amministrativo dei Comuni appartenenti alla Provincia di Brescia e ricadenti nelle Comunità Montane di Valle Camonica e parzialmente del Sebino Bresciano. La Valle Camonica ed il Sebino Bresciano rappresentano un’ampia realtà territoriale alpina e prealpina che si estende, dal lago d’Iseo al Passo del Tonale e di Gavia. La vastità dell’area, la forte escursione downloadaltitudinale e la morfologia delle numerose valli laterali (dalla Val Palot alla Valle delle Messi) soggette a differenti condizioni climatiche sono unite da 1 un’unica tecnologia tradizionale di produzione del Silter, prodotto dal fondovalle all’orizzonte alpino. L’area di produzione del Silter è ricompresa nei Comuni della Provincia di Brescia ch2638e sono qui di seguito elencati in ordine alfabetico. Angolo terme, Artogne, Berzo Demo, Berzo inferiore, Bienno, Borno, Braone, Breno, Capo di Ponte, Cedegolo, Cerveno, Ceto, Cevo, Cimbergo, Cividate Camuno, Corteno Golgi, Darfo Boario Terme, Edolo, Esine, Gianico, Incudine, Losine, Lozio, Malegno, Malonno, Monno, Niardo, Ono San Pietro, Ossimo, Paisco Loveno, Paspardo, Piancamuno, Piancogno, Ponte di Legno, Prestine, Saviore dell’Adamello, Sellero, Sonico, Temù, Vezza d’Oglio, Vione, Sulzano, Sale Marasino, Marone, Zone, Pisogne,Monte Isola.

Articolo 4 –PROVA DELL’ORIGINE

Ogni fase del processo produttivo del formaggio Silter viene monitorato documentando per ognuno gli input e gli output durante la produzione della materia prima, la caseificazione, la stagionatura, la marchiatura e l’etichettatura. In questo modo, e attraverso l’iscrizione in appositi elenchi, gestiti dalla struttura di controllo, degli allevatori, dei produttori e degli stagionatori nonché attraverso la denuncia alla struttura di controllo dei quantitativi prodotti, è garantita la tracciabilità del prodotto. Per poter risalire a tutte le fasi della filiera, dal prodotto finale alla materia prima, i produttori devono tener nota su apposito registro della quantità di latte e del numero di forme prodotte e marchiate. Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, saranno assoggettate al controllo da parte della struttura di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di controllo.

Articolo 5 – METODO DI OTTENIMENTO

5.1 Materia prima – Il formaggio Silter può essere prodotto tutto l’anno e solo con latte crudo. Le vacche in lattazione nelle singole aziende devono essere almeno per l’80% di razza Bruna. Quando le bovine sono a fondovalle (indicativamente da ottobre a maggio) devono essere alimentate in prevalenza con foraggio prodotto nella zona di produzione del Silter. Quando le bovine sono in alpeggio utilizzano solo le essenze spontanee del pascolo. L’ integrazione con concentrati è ammessa in funzione del fabbisogno alimentare delle vacche, della tipologia floristica e dello stadio di maturazione dell’erba. Nelle bovine in lattazione non è consentito l’utilizzo di alimenti insilati o fasciati.

5.2 Preparazione – Il latte può provenire da una o più munte e deve essere messo ancora caldo in affioramento. Tutto il latte è parzialmente scremato per affioramento naturale della panna. La sosta deve variare da 8 a 48 ore da quando il latte viene versato nelle bacinelle o vasche di affioramento. Il latte parzialmente scremato viene messo in caldaia. Si può aggiungere della flora lattica, con un innesto naturale prodotto con latte o siero delle aziende site nel territorio di produzione oppure con un innesto di fermenti autoctoni selezionati. Non sono ammessi coloranti e conservanti di qualsiasi origine. 2 Dopo il riscaldamento a 36-40 °C, deve essere addizionato il caglio di vitello e, una volta ottenuta la coagulazione, si deve procedere alla rottura del coagulo fino ad ottenere grani di pasta delle dimensioni da un grano di riso ad un chicco di mais. Subito dopo, si deve procedere al riscaldamento della cagliata mantenendola in agitazione, portandola a temperatura di cottura compresa tra 46 °C e 52 °C. La cagliata, deve essere mantenuta in sosta sotto siero per 20-60 minuti, messa in fascera e lasciata spurgare per 12-24 ore sul tavolo di sgocciolamento (denominato nel gergo locale Tavolo Spersore). Il processo di allontanamento del siero dalla cagliata viene aiutato da una pressatura della forma. Nelle prime 12 ore dalla messa in fascera avviene la marchiatura all’origine sullo scalzo con apposita fascetta a rilievo.

5.3 Salatura – Il formaggio “Silter D.O.P.” è salato a mano per aspersione del sale secco di media granulometria o in salamoia. La durata della salatura è compresa, in funzione del peso del formaggio, tra 4 e 10 giorni.

5.4 Stagionatura – La stagionatura avviene a temperature comprese tra i 9 ed i 20 °C. Durante la stagionatura le forme devono periodicamente essere rivoltate sulle assi. Per il “Silter DOP” la stagionatura minima delle forme è di 100 giorni dalla data di produzione. Le forme per poter essere commercializzate con la denominazione, debbono essere impresse con le marchiature a fuoco.

Articolo 6 – LEGAMI CON L’AMBIENTE

“Silter” è un termine di derivazione anglosassone e d’origine quasi certamente Celtica, corrisponde all’italiano Casera ed è il nome che, nella zona di produzione, è dato al locale di stagionatura e viene utilizzato anche per contraddistinguere il formaggio in esso conservato e stagionato. Le citazioni storiche del nome Silter sono numerose e presenti nella Relazione Storica. La produzione del formaggio Silter vanta antiche origini, come antica è la tradizione zootecnica della sua zona di produzione. Le prime segnalazioni documentate risalgono alla fine del 1600, come dimostra una relazione stesa dal Cancelliere del Comune di Zone in quel periodo. Tale documento fa riferimento anche ad un luogo specifico, il “monte de el Gölem”, oggi monte Guglielmo. La zona, a forte vocazione lattiero – casearia, a causa dell’isolamento geografico e delle croniche difficoltà di comunicazione con il capoluogo, ha sviluppato un pregiato patrimonio di prodotti agroalimentari locali. Tra questi, una notevole importanza socio-economica è rivestita dal Silter; prodotto in numerose aziende, anche di piccole dimensioni, che effettuano la trasformazione del proprio latte secondo metodiche arcaiche, tramandate dai casari/allevatori di generazione in generazione. Il Silter è storicamente prodotto in una zona alpina e prealpina che si estende dal lago d’Iseo al Passo del Tonale e di Gavia. La vastità dell’area, la forte escursione altitudinale e la morfologia delle numerose valli laterali (Val Palot, Valle delle Messi, Val Saviore, Crocedomini ecc. ) soggette a differenti condizioni climatiche sono unite da un’unica tecnologia tradizionale di produzione del Silter, prodotto dal fondovalle all’orizzonte alpino. Nei secoli passati, la trasformazione casearia del latte era l’unico mezzo disponibile per la conservazione delle sue preziose caratteristiche nutrizionali ed il formaggio Silter rappresentava una fonte di nutrimento per la gente delle montagne della Valle Camonica e 3 del Sebino-Bresciano. I produttori hanno mantenuto la tecnologia di trasformazione del latte in ambienti di dimensioni contenute e con tempi lunghi perché bisogna aspettare che la flora lattica, non sempre abbondante durante il rigido inverno, possa acidificare le cagliate. E’ anche nel lungo tempo di lavorazione (mai sotto le due ore) che sta la caratteristica di un formaggio che viene prodotto con vari tagli e con adeguate temperature di cottura al fine di ottenere il corretto spurgo del siero. La degustazione del formaggio dopo la stagionatura è la prova della verità: solo un Silter prodotto con i tempi e le temperature corrette che, al fine di mantenere una produzione uniforme variano in funzione dei fattori climatici (dal clima più mite del Lago d’Iseo a quello rigido degli ambienti delle vallate vicine al ghiacciaio dell’Adamello) e stagionali, può esprimere quei sapori ed aromi descritti nelle caratteristiche organolettiche all’art.2. Le pregiate caratteristiche sensoriali del formaggio Silter sono determinate dall’ambiente e dalla razza che caratterizzano il latte crudo, dalla tradizionale tecnologia di trasformazione che ne esalta quelle volute, rendendo unico un formaggio prodotto su una vasta area. Il latte è crudo: in esso si conserva e si sviluppa la microflora autoctona naturalmente presente che determina l’andamento e l’entità dei fenomeni di maturazione a carico dei suoi costituenti durante la lunga fase di stagionatura. L’ambiente e la flora microbica originano i caratteristici aromi del Silter, come la frutta secca, il burro e il latte di vacche al pascolo, i foraggi verdi o essiccati, la farina di castagne; presenti nella loro pienezza solo nel formaggio a latte crudo e a lungo stagionato nella zona di produzione del Silter. La razza Bruna è storicamente allevata sulle montagne dove si produceva e si produce il Silter. La base dell’alimentazione è il foraggio che cresce nei prati permanenti e nei pascoli dell’area di produzione. Nel fondovalle vi sono le praterie mantenute dagli allevatori di vacche da latte con lo sfalcio e con l’apporto di solo letame aziendale, in esse dominano l’Avena altissima, il Bromo spp., il Fleolo, la Dactylis spp., la Festuca spp. e la Poa spp.. Nella parte meridionale dell’orizzonte alpino si trovano substrati calcareo – dolomitici con pascoli a Sesleria calcarea e a Carice. Nella parte più a nord della zona di produzione, nei parchi dell’Adamello e dello Stelvio, troviamo suoli acidi con pascoli a Nardo e Festuca varia. Il legame forte con il territorio c’è anche per la presenza di alcuni aromi dei foraggi che si ritrovano poi nel formaggio soprattutto quando le vacche ingeriscono l’erba ricca di specie aromatiche. La vastità di specie che si ritrovano sui pascoli (Festuca spp., Dactylis spp., Poa spp., Briza media, Phleum spp., Tripholium spp., Lotus corniculatus, Anthillis vulneraria, Ranunculus spp., Horminum pyrenaicum, Achillea millefolium, Poligonum bistorta, Plantago media, Crisantemum spp., Nardus stricta, Centaurea nervosa, Carum carvi, Agrostis tenuis, Cerastium holeostoides, Carex spp., Potentilla spp., Geum montanum, Sesleria varia, Anemone pulsatilla, Luzula spp., Centaurea nervosa, Eufrasia spp., Dechampsia caespitosa, Leontodon spp., Achillea millefolium, Parnassia spp., Horminum pyrenaicum, Euphrasia spp., Hiperycum spp., ecc…) e la presenza di alcune con caratteristiche aromatiche (Anthoxanthum odorathum, Thimus spp., Alchemilla gr. Vulgaris, Gentiana spp., Cardus spp.), contribuiscono a rendere il Silter un formaggio con caratteristiche qualitative che lo rendono nettamente distinguibile da altri e strettamente legato al territorio d’origine. La tecnologia tradizionale impiegata nella zona di produzione, prevede la scrematura del latte per affioramento naturale della panna ed il rispetto di parametri tecnologici che conducono all’ottenimento delle pregiate caratteristiche finali definite. La maturazione del latte in sosta (sviluppo della flora lattica autoctona) è fondamentale per la produzione del Silter. La trasformazione del latte inizia subito dopo la mungitura, quando questo viene posto nelle bacinelle a maturare senza mai subire trattamenti termici 4 o essere refrigerato. La repentina messa del latte in affioramento favorisce, nei locali e nelle attrezzature, lo sviluppo delle forme mesofilli tipiche della zona che contribuiscono a caratterizzare il sapore e l’aroma che distinguono il Silter da qualsiasi altro formaggio. La flora microbica è molto eterogenea e caratteristica dell’area di produzione. Le specie più ritrovate sono: Lactococcus lactis ss lactis, Enterococcus faecium, Enterococcus faecalis, Enterococcus durans, Enterococcus hirae, Enterococcus gallinarum, Enterococcus pseudoavium, Streptococcus thermophilus, Lactobacillus fermentum, Streptococcus bovis, Lactobacillus aviarius ss aviarius . E’ possibile aggiungere in caldaia del lattoinnesto e del sieroinnesto naturale (ottenuti solo con latte o siero della zona di produzione), al fine di apportare al latte crudo una maggior quota di fermenti rappresentativi della flora microbica locale. In alternativa è permesso anche l’utilizzo di un innesto di fermenti lattici autoctoni che sono stati selezionati nelle malghe e caseifici della zona di produzione e, di conseguenza, preservano la pregiata componente microbica di questo formaggio. Questi starters sono composti da 4 ceppi diversi: Lactobacillus fermentum, Streptococcus thermophilus e due Lactococcus lactis subsp lactis. E’ consentito l’uso di attrezzi tipicamente in legno come la rotella (per agitare il latte), con lo spino (per rompere la cagliata) e le fascere. Tipiche della zona sono anche le caldaie a legna a fornello fisso o mobile; presenti non solo in caseifici datati ma, anche in nuovi caseifici. Molto caratteristiche e riscoperte nelle costruzioni di nuovi caseifici sono le caldaie a fornello mobile, nelle quali il fuoco a legna rimane nascosto nel pavimento e viene spostato da una caldaia all’altra senza la diffusione di fuliggini nell’ambiente. Nel Silter prodotto in alpeggio, le pregiate caratteristiche sensoriali sono esaltate da condizioni ambientali molto particolari, derivanti dall’erba ingerita dalle vacche e dalla flora microbica presente nel latte crudo munto in alta quota. Le difficili condizioni lavorative per la gestione della mandria e la caseificazione, oltre ai maggior rischi nella riuscita del prodotto e ai costi elevati dovuti alla collocazione in alta montagna, inducono a valorizzare maggiormente il Silter prodotto in alpeggio indicando il nome della malga sullo scalzo. Consentendo ai produttori un maggior ritorno economico a compensazione dei maggiori costi. La stagionatura in alpeggio e/o in fondovalle è un periodo caratterizzante ed estremamente delicato, il suo andamento viene determinato dalle condizioni climatiche ed ambientali caratteristiche dalla zona alpina e prealpina di produzione. I tipici locali di stagionatura (silter) e le escursioni termiche influiscono sui cambiamenti fisico-chimici che si riflettono sulle caratteristiche organolettiche. La presenza di flora microbica eterofermentante nei periodi primaverili ed estivi può essere molto consistente e deformare leggermente le forme, facendone bombare le facce che tendono a spianarsi nei mesi successivi.

Articolo 7 – CONTROLLI I

l controllo sulla conformità del prodotto al disciplinare è svolto da una Struttura conforme alle disposizioni degli art. 10 e 11 del Reg. CE n.510/2006. Tale Struttura è il CSQA Certificazioni srl, Via S.Gaetano n.74, 30016 Tiene (VI), tel. 0445 313011 – fax 0445 313070.

Articolo 8 – ETICHETTATURA E PRESENTAZIONE Il formaggio Silter D.O.P. è individuato mediante i contrassegni di seguito illustrati. a) Sulle forme 5 Il formaggio “Silter D.O.P.” può essere commercializzato in forma intera o porzionata. Sulle forme ritroviamo sempre due marchi: il marchio all’origine ed il marchio a fuoco.Silter-800

a.1) La marchiatura all’origine viene impressa, a freddo con fasce marchianti, sullo scalzo entro 12 ore dalla messa in fascera ed è composta da una sequenza di immagini di incisioni rupestri antropomorfe alte 80 mm e di due stelle alpine. Sviluppo in piano della marchiatura all’origine sullo scalzo: L’area destinata ai dati di legge (autorizzazioni, numero di lotto, ecc…) è puramente indicativa e modificabile anche in funzione delle variazioni delle normative in materia. Qualora il produttore voglia identificare il nome della malga, lo può fare solo sullo scalzo e senza oscurare o coprire la marchiatura all’origine. Il nome della malga viene impresso a freddo, con fascia marchiante, contestualmente alla marchiatura all’origine.

a.2) Il marchio a fuoco è costituito dalla scritta “SILTER” a forma di arco con al centro la scritta “D.O.P.”; da un’incisione rupestre riportante una scena di aratura con davanti e dietro (sotto la “S” e la “R”di Silter) una stella alpina. Il logo identificativo è impresso a fuoco su almeno una faccia del formaggio solo dopo 100 giorni di stagionatura dalla data di produzione. Marchio a fuoco impresso con marchiatura a fuoco sulla faccia del formaggio:

6 Dimensioni e caratteri:

ALTEZZA 175 mm LARGHEZZA 195 mm; SILTER Carattere TIMES 84,17 pt grassetto; D.O.P.: Carattere TIMES 55pt grassetto

Logo idenbtificativo

 1b) Sulle confezioni. Su ogni pezzo o confezione è riportata un’etichetta con il logo identificativo con la scritta Silter D.O.P., oltre ai dati di legge. Le porzioni del formaggio preconfezionato devono comprendere una parte dello scalzo e/o della faccia che testimoni l’origine del formaggio. L’etichetta non è richiesta qualora la confezione venga preparata nel punto vendita per il prodotto definito “preincartato”. E’ consentito inoltre anche l’uso d’indicazioni e/o simboli grafici che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi collettivi o d’azienda individuale, purché non abbiano significato laudativo o tali da trarre in inganno l’acquirente. Il logo identificativo sulle confezioni deve rispettare i seguenti parametri: Riportare il marchio completo · Lo sfondo del marchio deve essere color giallo ocra (tricromia: R196; G145; B35 – quadricromia C13; M42; Y94; K0.) · Mantenere le proporzioni e le forme

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