Cibo & Sport – La Nutriceutica e lo sport: un binomio vincente

Questa settimana parleremo del rapporto tra lo sport e la nutriceutica, ovvero la scienza contemporanea che ricorre all’utilizzo di principi nutrizionali per aiutare nella performance sportiva

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Continuiamo la nostra rubrica “Cibo & Sport” parlando di una tematica che sta interessando sempre di più sia gli sportivi professionisti e in generale tutti coloro che dedicano parte del loro tempo all’attività motoria.

Si tratta della Nutriceutica o Nutreceutica, ovvero una scienza contemporanea che ricorre all’utilizzo di integratori alimentari, complessi vitaminici e principi nutrizionali per aiutare nella performance sportiva senza arrecare alcun danno all’organismo.

Cos’è la Nutriceutica

La parola deriva dalla fusione delle parole nutrizione e farmaceutica ed è stata utilizzata per la prima volta in Francia dal medico Stephen De Felice al termine degli anni ’80. Come spiega la dottoressa Chiara Riviello, specialista in ostetricia, ginecologia e medicina legale, alcuni dei componenti presenti negli alimenti e negli integratori hanno un’azione positiva sulle funzioni fisiologiche dell’organismo. I nutrienti principali sono le vitamine, i coenzimi, gli amminoacidi, il licopene e gli acidi grassi Omega-3. 

L’Associazione Europea di Medicine Tradizionali, inoltre, spiega come nella nutriceutica il cibo diventi il rimedio principale per la cura delle malattie ed il mantenimento dello stato di benessere psico-fisico, mediante il ricorso anche a prodotti scientificamente testati. In Giappone, ad esempio, è stato studiato il concetto di “cibo funzionale”: all’alimentazione viene assegnato il livello più alto nel trattamento delle patologie, sia come coadiuvante che come mezzo riequilibratore. 

Nutriceutica e sport

Passando al rapporto con lo sport, uno studio del dipartimento di Scienze Motorie, Umane e della Salute dell’Università di Roma-Foro Italico analizza come le strategie nutrizionali della nutriceutica siano di fondamentale importanza, soprattutto prima di una manifestazione sportiva, perché l’organismo va incontro ad una serie di adattamenti legati all’allenamento intensivo: in questo modo si mettono in “moto” tutti i processi biochimici e fisiologici che possono migliorare la prestazione dello sportivo. 

Gli studiosi romani Tranchita e Parisi, sempre nella stessa ricerca, spiegano nel dettaglio sia gli obiettivi basilari della nutrizione dell’atleta sia come i singoli macro e micronutrienti abbiano un ruolo ben determinato nel metabolismo. Per ottenere maggiori benefici, è essenziale che si rispettino le proporzioni degli alimenti.

Un altro aspetto interessante sollevato dallo studio dell’Università di Roma-Foro Italico riguarda il cd timing della nutrizione. La digestione influenza l’assorbimento e il metabolismo dei nutrienti, quindi condiziona il rendimento muscolare dello sportivo. Per ovviare a questa problematica, sono state sviluppare delle strategie nutrizionali che suggeriscono il corretto fabbisogno di nutrienti prima, durante e dopo la gara, per migliorare la performance dell’atleta. 

I vantaggi della nutriceutica

Quali sono i vantaggi della nutriceutica? Come spiegano Tranchita e Parisi, questi componenti hanno meno effetti collaterali dei farmaci e possono essere assunti naturalmente attraverso la dieta tradizionale. Possiedono, inoltre, un grande potere antinfiammatorio e antiossidante, aspetto interessante per chi vuole ridurre gli infortuni o accorciare i tempi di recupero di questi ultimi. I nutraceutici migliorano anche l’apporto di ossigeno ai tessuti, e di conseguenza ai muscoli, aumentando l’ossigenazione e migliorando la performance degli atleti. Queste sostanze alimentari, infine, proteggono il sistema nervoso e la reattività di un atleta agli stimoli.

I principali nutraceutici

Quali sono questi nutrienti e in quali alimenti si possono trovare? Parliamo, nello specifico, degli acidi grassi Omega-3 (pesce, i crostacei, la frutta secca come noci, oli vegetali come quello di lino e di canapa), la curcumina (estratto della curcuma), le antocianine (frutti di bosco, uva, cavolo rosso e radicchio) e i fenoli dell’olio d’oliva. Nello studio dell’ateneo romano, raggiungibile al seguente link (clicca qui), vengono analizzate nel dettaglio le proprietà di ognuno di questi nutraceutici.

Un’approfondimento

Sul rapporto tra neutraceutici e sport, infine, è interessante leggere la relazione del nutrizionista dott. Matteo Massimo Primo, dal titolo “Nutraceutica e sport: un aiuto naturale” (clicca qui). L’esperto spiega come il consumo di nutraceutici possa offrire un valido supporto per il mantenimento del benessere generale, per la prevenzione delle patologie cardiovascolari, metaboliche e degenerative, ma anche per aiutare il sistema immunitarioregolare e ripristinare le funzioni intestinali e soprattutto per facilitare gli sportivi nella pratica sportiva.

In questo ambito, il dott. Primo chiarisce che la nutraceutica ha la capacità di prevenire e aiutare il miglioramento della salute fisica e mentale dell’atleta, riducendo anche gli effetti dell’invecchiamento sull’organismo. 

In sintesi 

In conclusione, la nutraceutica si sta affermando come un alleato dell’agonista sportivo, professionista o dilettante che sia. L’ambizione di vittoria e il voler mantenere uno stile di vita salutare spingono gli atleti a perfezionare ogni aspetto della propria vita personale, a partire dall’alimentazione. I nutraceutici possono aiutarli a raggiungere sia l’optimum nella prestazione, ma anche a migliorare le condizioni generali di salute. 

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